Bennardo Raimondi, artigiano palermitano in gravi difficoltà economiche.

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Chiedeva aiuto alla comunità monrealese, poiché vittima dell’usura. Dopo aver denunciato i suoi estortori si era sentito isolato sia dalle istituzioni che dal mondo del lavoro. A settembre di quest’anno, scrive a Papa Francesco per chiedere un aiuto e riceve un assegno da mille euro che però fino ad oggi non è ancora riuscito ad incassare.

I coniugi Raimondi inviano al Papa lo loro richiesta avente per oggetto: “Anime in pericolo che chiedono aiuto per ritrovare la strada”.

Sono terziari francescani che non sono riusciti a seguire la fraternità a causa di tutte le loro traversie economiche. Tuttavia, “poiché la situazione descritta esige un rapido intervento da parte dell’ufficio della carità del Papa”, l’arcivescovo elemosiniere di sua santità Konrad Krajewskj, risponde di “avere il piacere di rimettere loro, in via eccezionale, l’assegno di 1000 euro. L’arcivescovo, compie inoltre “il venerato incarico di significare loro che il presente aiuto è rimesso a nome di Sua Santità Francesco il Quale l’accompagna con la preghiera e con una particolare Benedizione apostolica propiziatrice dei desiderati aiuti e conforti divini che di cuore imparte a lei e a tutti i suoi cari” (dalla lettera inviata loro dal Vaticano il 4 dicembre 2013, Elemosineria di Sua Santità, protocollo 402/2013).

(Tratto da livesicilia:

https://www.youtube.com/watch?v=Inj7nLylZ2Q&feature=player_embedded#t=98)

Tutti coloro che volessero usufruire di questo sussidio, dunque, sappiano che dovranno inviare una lettera, dettagliando le proprie problematiche, alla “Elemosineria di Sua Santità” presso la città del Vaticano. Per riscuotere l’assegno, chi non avrà la possibilità di andare a Roma o di avere un conto bancario, dovrà specificarlo nella lettera e richiedere un eventuale vaglia postale, inviando il nome corretto a cui intestarlo.

Inoltre, cosa molto importante, bisogna sapere che, poiché l’elemosineria apostolica ha il compito di erogare modesti e saltuari sussidi ai poveri – che nelle loro necessità si rivolgono al Santo Padre tramite l’ufficio dell’elemosineria stessa – gli aiuti sono concessi di norma solo mediante la mediazione della Parrocchia di appartenenza (dal Vaticano 4 dicembre 2013, elemosineria di Sua Santità protocollo 402/2013).

Si suppone dunque che i sussidi saranno concessi ai poveri iscritti alla Chiesa Cattolica, con la buona parola del parroco.

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