BABES IN TOYLAND – FONTANELLE

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Quando, nel 1992, pubblicano il loro primo album “Fontanelle”, i critici musicali si stropicciarono le orecchie perché non riuscivano a concepire tanta potente e cruda violenza, quasi aspra, in una band femminile. Eppure. Eppure Kat Bjelland allestisce con perfetto cinismo il suo personale teatrino del grottesco, dall’intreccio triviale, in cui la questione dei rapporti uomo-donna non è quella sollevata da tutte le altre band femministe del periodo, ma l’uomo diventa allo stesso tempo suo boia e sua vittima, suo genitore e suo figlio, in un’alternanza di crudeltà, sprezzante amarezza e fragilità, in cui è evidente un rapporto “malato” tra infanzia ed età adulta ( ciò è mostrato anche dallo stesso titolo e dalla stessa immagine di copertina: il titolo rimanda alle fontanelle del cranio dei neonati, la foto dell’album mostra un bambolotto nudo davanti ad uno specchio, simboleggiante lo stupro ). Già le prime due tracce del disco, Right Now e Bluebell, sono l’energico sfogo di un’esistenza brutale, in cui la voce sibila, prega, urla, si arrotola, si accartoccia; in cui gli strumenti di tortura si fanno suono, mettendo in risalto le molteplici capacità canore di Kat, accompagnata da assoli di chitarra sterili e sferzanti, da un basso-martello e da una batteria quasi tribale. Handsome & Gretel è la manifestazione più sarcastica della schizofrenia, ufficialmente diagnosticata, della Bjelland ( è evidente dallo stesso titolo, storpiatura di Hansel e Gretel, traducibile come “il bel ragazzo e Gretel”): Kat urla in maniera sfottente e sconnessa, facendo quasi “la voce grossa” nel ritornello, dicendoci che “Il mio nome è Gretel, un’anima di metallo/ lui è un’uomo stupido, io amo tutti quelli che riesco ad amare”. In Blood il compito di squarciarti le sinapsi l’ha una chitarra motosega e le urla affrante di Kat, tessute a gemiti da ultimo respiro. Magic Flute e Won’t Tell sono le tracce che si avvicinano di più all’estetica Punk con cenni infantili, senza però snaturare lo stile del gruppo, con la voce animalesca e feroce a ruota libera e il sound primitivo della batteria. Quiet Room è uno straniante intermezzo strumentale, un’aliena pausa dal mostro nero. Mostro che puntualmente ritorna, ed è reintrodotto dagli agghiaccianti acuti di Spun, che sembra eseguita dai Jefferson Airplane mentre prendono fuoco. Jungle Train è l’epilessia più pura e nuda, dove gli strumenti di tortura raggiungono l’apice in un piccolo capolavoro noise, fra denti che digrignano e farfugliamenti di fondo. Pearl e Mother colpiscono e trafiggono come una granata heavy imbevuta di fuzz-jazz, mentre in Real Eyes i timpani galoppano in una delirante filastrocca accennata a mezza bocca. Il punto più scioccante però lo raggiunge la traccia di chiusura, Gone, in cui fanno di sottofondo alla voce quasi assorta di Kat gli inconfondibili rumori di una violenza domestica verso una donna (piatti che si rompono e una voce femminile che implora straziata): un dipinto a tinte fosche, mai un brano aveva mostrato in maniera così brusca questo tipo di sevizie. Fontanelle è uno dei dischi più affascinanti e complessi che abbia mai sentito, il percorso di liberazione da un labirinto di sudiciume e depravazione, attuato ripercorrendolo canzone per canzone, fino alla redenzione finale. E ascoltare questo disco è intraprendere il percorso insieme a Kat Bjelland, che nonostante l’aspetto fisico da bambola ottocentesca, riesce a plasmare e trasformare le più innocue melodie in nitriti luciferini, ascoltare questo disco è quasi come ingoiare catrame, è Giocasta che ti racconta la sua storia. Non si parla né di un’accozzaglia trash né di Metal di bassa lega, non c’è nulla di trito e ritrito, ma è lo sprofondare nelle vischiose sabbie mobili dell’anima. Non mi è mai successo di tremare dopo l’ascolto di un disco. Una vita violenta, diceva Pasolini. E lo può dire anche lei.

 

Tracklist disco:

 

-Right Now

 

-Bluebell

 

-Handsome & Gretel

 

-Blood

 

-Magic Flute

 

-Won’t Tell

 

-Quiet Room

 

-Spun

 

-Short Song

 

-Jungle Train

 

-Pearl

 

 

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