“Hakuna Matata”: un’associazione di volontariato che promuove lo sviluppo in Africa

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L’associazione “Hakuna Matata”, che in kiswahili vuol dire “Senza Pensieri”, ha sede a Carini. Fondata da Don Dario Russo nel Dicembre 2011, vede socio anche Don Nicola Gaglio, parroco della Cattedrale di Monreale, assieme ad altri ragazzi, principalmente dei comuni di Carini e Partinico.

Dal 1998 per volere di un gruppo di ragazzi, nasce il progetto Migoli Mission. Oggi Hakuna Matata è presente in Tanzania nella missione di Migoli e Kitanewa-Idodi.

“Coltiviamo dei rapporti con una missione in Tanzania guidata da un sacerdote catanese, Don Salvatore Riccioli” – racconta Don Nicola Gaglio. “Ogni anno organizziamo dei viaggi di esperienza missionaria aperti a tutti, durante i quali viene allestito un campo lavoro di almeno 15/20 giorni, durante il quale si fanno piccoli interventi su scuole e ospedali”.

L’associazione mira a fornire un aiuto che prevede la realizzazione di progetti a breve e a lungo termine, in collaborazione con i missionari locali, interventi che consentano a queste popolazioni di uscire da una condizione di sottosviluppo e di ritrovare, compatibilmente con la propria cultura e nel rispetto delle tradizioni locali, gli strumenti per andare avanti.

L’associazione, oltre a promuovere le adozioni a distanza, allestisce mostre o richiede offerte libere per raccogliere del denaro che consente la creazione di scuole e asili, e per garantire un pasto giornaliero, per tutto l’anno, per i bambini che frequentano l’asilo della parrocchia.

“Da quando ero parroco ad Isola delle Femmine – racconta Don Gaglio – ho lanciato un’iniziativa per ciascun anno. Mi sono recato per 7 anni presso la missione. Con l’associazione ho provato a sensibilizzare la parrocchia al fine di realizzare un’opera l’anno. Un anno abbiamo raccolto la cifra di 30.000€ che ci ha permesso di costruire una chiesa, un altro anno, con 10.000 € è stato messo su un asilo. In più lasciavamo una piccola somma per garantire la loro conduzione in autonomia. Già da un anno anche la comunità della cattedrale è stata sensibilizzata sul tema”.

Una parte degli introiti ottenuti in seguito ad una transazione raggiunta dalla Diocesi con la società “ATO Alto Belice Ambiente”, che occupava gli uffici di proprietà della Diocesi, circa 10.000 € è stata devoluta in beneficenza. Metà della somma è stata assegnata ad opere di carità fatte nel territorio monrealese e metà per la costruzione di un asilo presso la missione.

L’idea del concerto è stata lanciata nel 2012. L’ingresso prevede un contributo libero finalizzato a finanziare interamente progetti presso la missione.

La prima edizione, tenutasi l’anno scorso, ha visto una buona partecipazione di cittadini, soprattutto monrealesi, e ha permesso di raccogliere circa 5.000 € destinati all’asilo.

Si è deciso quindi di replicare l’esperienza quest’anno, venerdì 20 dicembre, e il ricavato sarà destinato ai lavori di completamento dell’asilo.

“La solidarietà può cambiare il volto di una realtà, di una parrocchia, di un paese”, prosegue Don Gaglio. “Confrontandoci tra parroci notiamo questa scarsa sensibilità all’altro. C’è più attenzione nei confronti dell’extracomunitario, dovuta soprattutto ad un effetto mediatico, che per il vicino di casa o il familiare. Durante le mie omelie esorto i fedeli a mostrare attenzione nei confronti dei disagi e delle difficoltà, sia di salute che economiche o spirituali, vissute da chi sta a noi vicino.

Atti di culto Dio non ne ha bisogno, se l’atto non è legato alla carità vera, sincera. Dio non ha bisogno che si partecipi alla Messa senza che ci sia una ricaduta nella quotidianità. Altrimenti l’atto compiuto è un atto vuoto in sé”.

Per ulteriori informazione sull’associazione puoi consultarne il sito.

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