Quale strada per il PD a Monreale?

0
Immobiliare Max

 

Ancora maretta in casa PD.

Le dichiarazioni rilasciate dal neosegretario monrealese Toti Zuccaro, soddisfatto per l’unità ritrovata all’interno della sezione monrealese del partito, non sono sufficienti a fare svanire i dubbi sulle forti divergenze ancora presenti in casa PD.

Né tantomeno bastano le attestazioni di compiacimento del candidato sindaco del PD, Vittorio Di Salvo, all’indomani del voto che ha incoronato Matteo Renzi alla segreteria nazionale del partito. Appaiono più che altro scongiuri dinanzi alla concreta possibilità di avere a sostegno un partito capriccioso e diviso che potrebbe sgretolarsi durante il prossimo appuntamento elettorale che dovrebbe vederlo protagonista.


Il segretario locale già dal giorno successivo alla sua elezione ha cominciato a lavorare per l’unità del partito, ma è riuscito solo in parte nel suo intento. Salvo Leto, dopo avere votato scheda bianca al congresso del partito, ha condiviso il progetto politico di Zuccaro e ha accettato di entrare nella segreteria del partito. Obiettivo comune su cui lavorare le amministrative 2014.


Massimiliano Lo Biondo non ha espresso propri rappresentanti nel direttivo del PD, né nella prima versione uscita fuori dal congresso, né nella seconda, allargata. E mentre osserva, annusa, studia, analizza le dinamiche del suo partito, non si sbottona e non assume una posizione chiara e inequivocabile.
Un passo in realtà l’ha fatto, che può prestarsi a diverse letture e interpretazioni, anche opposte, ma che certamente è un segnale che il resto del partito non può avere trascurato, né può minimizzare.
L’ufficializzazione del movimento “#Si Cambia”, del quale si sa ufficialmente solo che Roberto Gambino e il consigliere comunale Luigi D’Eliseo ne sono i portavoce, porta unicamente ad aumentare le domande e i dubbi, per alcuni. Ma anche a suffragare delle ipotesi o a confermare delle tesi, per altri, quelle di una scissione imminente. Ma è tutto opinabile, e quale sia l’approdo verso cui questo movimento navighi non è ancora del tutto chiaro. Vi sono delle variabili in gioco che potrebbero determinare fino all’ultimo momento un cambio di rotta.


Solamente una netta convergenza di tutte le componenti del partito sulla candidatura di Vittorio Di Salvo alla carica di sindaco di Monreale potrebbe mettere d’accordo e convogliare le varie anime del partito nel solco comune di una campagna elettorale condotta all’unisono, chiudendo le possibili vie di fuga ad ambizioni personali.
Ma è proprio l’incertezza che Di Salvo venga, o meglio, riesca ad essere incoronato candidato sindaco in via definitiva che lascia invece i giochi aperti e i solchi divergenti. Ancora oggi si parla di primarie di coalizione che potrebbero strappargli lo scettro a favore di un altro candidato di centro-sinistra.


Dando uno sguardo fugace su alcuni profili di Facebook, dove è più facile che i freni inibitori si abbassino e si alzino invece i toni, è facile capire come le posizioni, tra i principali attori del PD, siano ancora distanti. Le frecciatine tra compagni di partito, le richieste di chiarimenti, inequivocabili e definitivi, si sprecano. I rancori inespressi emergono. 
Ciascuna parte aspetta che l’altra commetta una mossa che la faccia cadere in fallo, ed intanto si cominciano a studiare strategie per non arrivare impreparati al momento della eventuale rottura.


La matassa è ancora lontana dall’essere dipanata e la discussione, che sta impegnando anche esponenti regionali del partito, lungi dall’essere conclusa.

Ricevi tutte le news

Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.