Intervista esclusiva al Senatore del Movimento 5 Stelle Fabrizio Bocchino

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In occasione del V3Day, durante il quale gli aderenti al m5s di Monreale hanno preparato la proiezione della diretta da Genova della manifestazione nazionale, abbiamo intervistato il Senatore della Repubblica Fabrizio Bocchino, che ha risposto alle nostre domande sulla politica nazionale e sulla situazione monrealese, con cognizione di causa e con precisi riferimenti alle iniziative del m5s in campo nazionale, con ripercussioni anche per questioni di pressante attualità per la nostra città.
Pubblichiamo alcuni stralci dell’intervista, consultabile in forma completa nel documento in pdf allegato all’articolopdfGaetano Ferraro intervista Fabrizio Bocchino.

Gaetano Ferraro- Fabrizio Bocchino, è un Senatore della Repubblica, vicepresidente della settima commissione permanente. Cosa fa nella vita?

Fabrizio Bocchino- Io nella vita facevo, prima di diventare un portavoce del m5s al Senato, il ricercatore astronomo, presso l’osservatorio astronomico di Palermo.

Gaetano Ferraro- Lei ha detto facevo.

Fabrizio Bocchino- Facevo, si. Da quando mi sono trasferito a Roma mi sono messo in aspettativa, che tra l’altro è obbligatoria per legge, e non percepisco più lo stipendio del mio vecchio lavoro.

Gaetano Ferraro- Però percepisce lo stipendio da parlamentare.

Fabrizio Bocchino- Si, noi abbiamo uno stipendio da parlamentare che è composto da una indennità che è pari a 10.500 euro lordi che riduciamo a 5.000 euro lordi.
Per quanto invece riguarda le indennità aggiuntive, sono composte da tre voci:
-un esercizio di mandato di circa 4.000 euro;
-le spese generali di 1.600 euro;
-la diaria che è di 3.600 euro;
di questa parte, noi percepiamo soltanto le spese che rendicontiamo.

Gaetano Ferraro- Per fare un esempio concreto, il suo ultimo stipendio di quanti euro è stato?

Fabrizio Bocchino- Il mio ultimo stipendio netto, euro più euro meno, viene a fare l’indennità completa, siamo intorno ai 5.200 euro netti, a cui si aggiungono tutte le indennità aggiuntive, che sono circa altre 9.200 euro; in totale sono circa 14.000 euro. Questo è lo stipendio intero.
Noi, dopo che ovviamente rendicontiamo, e tagliamo le indennità, alla fine poi dell’indennità quello effettivamente che percepiamo sono circa 3.000 euro al mese e il resto lo restituiamo: la prima tranche l’abbiamo data al fondo ammortamenti titoli di stato, la seconda tranche adesso dovrebbe andare al fondo per le piccole e medie imprese, sul quale ora sono sorte delle perplessità, perché abbiamo saputo che in questo fondo per le piccole e medie imprese ci entreranno pure dei rimborsi per le banche che si sono esposte verso le imprese e che non riescono più a recuperare il credito.

Gaetano Ferraro- Si dovrebbe cercare una soluzione migliore.

Fabrizio Bocchino- Per esempio io avevo proposto in assemblea senatori di destinare questa restituzione, che avverrà la settimana prossima, al fondo comuni alluvionati dell’ANCI, l’associazione comuni italiani, a seguito proprio dell’evento calamitoso che ha colpito la Sardegna.

Gaetano Ferraro- Tra i disegni di legge a sua firma troviamo le modifiche al decreto legislativo del 31 Dicembre 2009, in materia di finanziamento degli enti di ricerca. In cosa consiste concretamente.

Fabrizio Bocchino- Questo è uno dei nostri punti del programma, è il ripristino dei fondi per la ricerca.
Noi, con questo ddl, che tra l’altro abbiamo poi ripresentato in sede di legislabilità con un emendamento che purtroppo non è passato (questo tra l’altro la dice lunga sull’attenzione che ha l’attuale maggioranza sulle tematiche della ricerca), chiedevamo di ripristinare i tagli dell’ultimo anno; già quelli sono una piccola parte dei tagli.
Purtroppo neanche questa ha avuto successo, perché c’è stata bocciata in sede di legislabilità.

Gaetano Ferraro- Quindi, che consiglio darebbe a un giovane laureato alla ricerca di lavoro?

Fabrizio Bocchino- In generale, nel mio campo, il consiglio che do è questo: innanzitutto, chiaramente, di fare l’università, e poi di fare, anche durante il dottorato, quanto prima possibile, un’esperienza all’estero, perché questo (e in questo momento veramente mi duole dirlo) rappresenta una sorta di clausola di salvaguardia per il ragazzo. Cosa voglio dire? Voglio dire che, con questa esperienza, lo studente, si mette in contatto con quello che è il mondo della ricerca fuori, e capisce quali sono le cose che non vanno in Italia.
Quindi, l’esperienza all’estero è fondamentale, noi dobbiamo essere in grado di far ritornare questi ragazzi, ed offrirgli delle possibilità qui, dopo che loro hanno fatto una parte della loro formazione fuori. Questa è la sfida che tocca a noi; per loro è importante, guardare tutto il panorama.

Gaetano Ferraro- Cambiamo argomento: Altofonte o Erice, la sua città natale, hanno avuto dei vantaggi derivanti dalla sua elezione?

Fabrizio Bocchino- Si, il territorio, per la mia attività, che ovviamente come potete immaginare è l’istruzione e ha un carattere nazionale, ne giova. Tutto quello che noi facciamo, lo facciamo per la scuola, quindi il territorio di riflesso ne giova.
Per quanto riguarda iniziative specifiche sul territorio, per esempio, attualmente io sto portando avanti, in collaborazione con i ragazzi del meetup di Monreale, due istanze che riguardano proprio Monreale: mi sto occupando di un’interrogazione sull’istituto d’arte statale D’Aleo, per il mosaico, che purtroppo è stato depotenziato negli ultimi anni e ha corso anche il rischio di essere chiuso (una cosa che sarebbe estremamente negativa per questo territorio); attualmente ci sono vari problemi, c’è anche la convivenza con una scuola media che è nello stesso plesso che è causa di tantissimi problemi in quella scuola, e poi stiamo portando avanti anche un’altra interrogazione riguardo alcune scuole di Pioppo, in particolare la scuola materna che ha questo plesso, la Polizzi, plesso pubblico, che è attualmente chiuso e non è ben chiaro quando i lavori di ristrutturazione previsti possano partire, ma nel frattempo il Comune paga un affitto ad una società privata.

A Monreale sono 22 anni, si parla di 150.000 euro d’affitto, quindi, una cifra che non è piccola. E il problema nazionale, adesso partendo dal caso di Pioppo lo attenzioneremo al ministro anche per tenere accesi i riflettori su questa problematica.

Gaetano Ferraro- Recentemente Civati a Monreale si è rammaricato per le tante occasioni di dialogo perse da entrambi gli schieramenti. Pensa che sia possibile dialogare, almeno con una parte del PD, oppure lo esclude categoricamente?

Fabrizio Bocchino- Bisogna intenderci, su che cosa stiamo parlando. Il dialogo, noi lo facciamo ogni giorno. Il parlamento è il luogo dove la gente si parla. Noi, nella nostra attività di commissione e dialogo, continuamente ci confrontiamo con gli altri partiti. I provvedimenti nascono in questo modo, quindi, se per dialogo si intende un dialogo costruttivo, con le altre forze politiche, nell’ottica dell’interesse generale dei cittadini, noi siamo i primi a volere il dialogo. Se per dialogo si intende “perché non avete fatto il governo con Bersani”, chiaramente qua stiamo parlando di un’altra cosa.
Ovviamente quello che succede è che gran parte delle nostre iniziative, non tutte ma gran parte, non vengono poi accolte.
Come dire, la mancanza di dialogo allora è dall’altra parte, perché molte delle nostre istanze vengono rigettate senza neanche essere prese in considerazione.
Per carità, non avviene sempre, molto spesso c’è, perché il dialogo c’è e va pure in porto.

Gaetano Ferraro- Il problema è che ci sono argomenti dove è possibile instaurare una base di dialogo, e tematiche in cui il dialogo non è possibile.

Fabrizio Bocchino- Allora, il dialogo è possibile sempre, parlarsi è possibile sempre, casomai Lei vuole dire che ci sono alcune tematiche in cui la maggioranza mostra una chiusura. Il discorso del finanziamento pubblico ai partiti, è un esempio, no?
Lo sconto ai concessionari delle slot machine.
Queste sono situazioni in cui noi abbiamo rilevato una forte chiusura da parte della maggioranza.

Gaetano Ferraro- A proposito di slot machine, recentemente il Sindaco di Monreale ha avanzato la città come possibile città ospitante di un casinò; come vede Lei questa idea, in generale, cosa ne pensa della futura presenza di uno o più casinò in Sicilia?

Fabrizio Bocchino- Allora, ci sono tanti modi per far ripartire un territorio. Tantissimi modi. Puntare sui casinò rappresenta veramente la mortificazione secondo me dell’intelligenza.
Un posto come Monreale, pieno di storia, di tradizioni, che andrebbero valorizzate, andrebbero create tutte quelle infrastrutture per facilitare la creazione di un’offerta turistica seria, a livello internazionale: questi sono i campi in cui puntare, questi sono i campi in cui veramente possiamo generare ricchezza.

Gaetano Ferraro- Chiudiamo con una domanda un po’ più intima: la sua idea di fare politica, la politica però quella vera.

Fabrizio Bocchino- La politica quella vera. Spesso questa parola è stata associata ad una accezione negativa, invece la politica è una cosa molto bella, perché è al servizio del cittadino, la politica si fa stando accanto ai cittadini, facendo le cose che stiamo facendo noi in questo momento in Piazza Inghilleri, facendo partecipare attivamente i cittadini alla cosa pubblica.

Gaetano Ferraro- Grazie, abbiamo finito, arrivederci, un saluto a Monreale ed ai monrealesi 

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