Inaugurata la mostra “In Nativitate Domini”

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Monreale – 6 dicembre 2013. Inaugurata stamattina, presso la biblioteca comunale di Monreale, la mostra “In Nativitate Domini”. Nella splendida sala dell’antica biblioteca benedettina, all’interno del complesso monumentale Santa Maria La Nuova, è stata allestita un’esposizione di 19 libri antichi, liturgici, di cui tre manoscritti ed il resto a stampa, risalenti ai secoli ‘500, ‘600 e ‘700.

Presenti all’inaugurazione il sindaco Di Matteo, l’assessore Giangreco, il funzionario del servizio della biblioteca comunale Autovino.

La bibliotecaria, dott.ssa Ignazia Ferraro, ha illustrato ai presenti il patrimonio artistico della sala. Un patrimonio reso da oggi fruibile al grande pubblico grazie al contributo della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, e soprattutto all’impegno della dott.ssa Ferraro e del suo Staff, costituito dalla sig.ra Nadia Di Miceli e dal sig. Gioacchino Rincione.

All’interno della sala i libri hanno ritrovato l’originaria collocazione assegnatagli dai monaci benedettini nel XII secolo, quando, giunti in 100 da Cava dei Tirreni, per volere di Gugliemo II presero possesso del monastero da lui fondato. Alla loro cura e al loro lavoro certosino si deve questo ricco repertorio di libri, tutti a carattere religioso.

Il patrimonio antico, collocato all’interno di pregevoli scaffalature lignee a vista con scanalature dorate, è costituito da oltre 10.000 edizioni del XVI, XVII e XVIII secolo, e da un nucleo di pregiati manoscritti miniati di epoca medievale.

Nella prima bacheca sono stati collocati 2 manoscritti in pergamena, risalenti al XV sec.. Si tratta di  2 codici medievali, opera di due diverse scuole di miniatura dell’antichità: un salterio romano, di altissima qualità, fa capo alla prestigiosa scuola di Matteo Felice, miniatore della Corte d’Aragona. Felice operò anche a Monreale, dove miniò anche un breviario per l’Abbazia di San Martino delle Scale, oggi conservato presso la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana “A. Bombace”. L’altra miniatura, un Libro d’Ore, presenta su un verso della carta l’Annunciazione, sull’altro la Natività. E’ un pezzo di alto pregio, rientrato da appena sette giorni dal laboratorio di restauro interno alla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, a seguito di un progetto della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali eseguito con la collaborazione della biblioteca monrealese. Si tratta di un esemplare straordinario, con miniatura di una raffinatezza unica, che rimanda ad una scuola fiorentina del XV sec..

Quindi una serie di libri stampati, tra cui breviari e messali. La scelta tra le migliaia di manufatti è ricaduta sulle migliori incisioni che riproducono i momenti particolari della vita di Gesù: la nascita, la presentazione al tempio, l’adorazione dei pastori, l’adorazione dei Magi. E’ curiosissimo un messale, molto piccolo, stampato a Venezia nella metà del ‘500. In una pagina si osserva una natività particolare, in cui tutti i personaggi sono sospesi nel tempo e nello spazio. E’ un preludio alla Passione futura di Gesù. Non è presente San Giuseppe, e il bambino Gesù, adagiato sul mantello della Madonna, è nudo, come nudi sono i cinque angioletti presenti nell’incisione. Ognuno offre al Sacro bimbo i segni della Passione futura. Solo 2 angeli sono vestiti ma adoranti. Curiosamente, accanto, sul retro della carta, una raffigurazione del bimbo Sacro, avvolto in fasce all’orientale. Le fasce sono il preludio della sindone sepolcrale.

La maggior parte dei libri sono stati stampati a Venezia. Provengono dalla tipografia della rinomata famiglia Giunti che, cominciando da Firenze nel 1497, diffuse la sua arte in tutt’Italia e in particolar modo a Venezia.

Bellissima una Bibbia figurata di piccolo formato, accompagnata da incisioni, che aveva una valenza didattica, sebbene in pieno ‘600 l’opportunità di leggere e scrivere fosse limitata a pochi privilegiati.

E ancora un’enorme Bibbia, poliglotta. Fu stampata, nella metà del ‘600 a Londra in 9 lingue, tra le quali non potevano mancare quelle dell’antichità per eccellenza: il latino, il greco e l’ebraico. La Dott.ssa Ferraro, per l’esposizione, ha scelto di aprire il libro su una carta che illustra i luoghi sacri.

Accanto, un libro in formato piccolissimo nelle tre lingue antiche, che ci indica il percorso e lo sviluppo che la conoscenza della parola sacra ebbe nel tempo, fino ad espandersi in tutti i continenti.

Il percorso, cominciato con 2 manoscritti del XV sec, si chiude con un manoscritto del XVIII sec.. Ritrovato all’interno di un bazar romano, il manoscritto raccoglie antichi disegni e rilievi fatti da un architetto relativi ai templi sacri di Betlemme e Gerusalemme. La carta scelta per l’esposizione rappresenta la chiesa della Natività. I disegni sono fatti con la tecnica dell’acquarello, la mano sobria, come se volesse adeguarsi al clima di fede, ed esprimono grande devozione ma soprattutto rispetto per Gesù Bambino.

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