Protesta in piazza

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Da giovedì mattina nella piazza sotto il Palazzo di Città, Pietro Quartuccio, 44 anni, sposato e padre di quattro figli, ha messo in atto una protesta contro l’amministrazione comunale. Quartuccio aveva prima attraversato il corso principale della città, vestito da uomo sandwich, cercando così di attirare l’attenzione dei cittadini, con i quali condividere il proprio disagio, ma anche per alzare il livello dell’attenzione su ciò che, a suo dire, è un problema che coinvolge tanti cittadini.

Alle 11,00 è giunto nella piazza principale, piazzandosi all’ingresso del Palazzo di Città. Lo abbiamo interpellato. Dalle parole di Quartuccio emerge un duro atto di accusa nei confronti dell’ufficio tecnico del comune. Denuncia gravissimi illeciti, di cui sarebbero a conoscenza anche il sindaco Di Matteo e il segretario comunale Sunseri.

Ed è a loro che è rivolta la rabbia di Quartuccio: “E’ semplicistico da parte del primo cittadino e da parte del segretario comunale dire: denunciate pure il comune. E’ semplicistico indossare la fascia tricolore a difesa dei più deboli e della giustizia di cui si riempiono la bocca… quando sono i primi a calpestare i diritti dei cittadini, con la loro indifferenza, omertà e codardia, tacendo e non denunciando”. Nel suo appello, Quartuccio chiede al sindaco e al segretario comunale un’assunzione di responsabilità.

La storia dei fatti la racconta brevemente Quartuccio: “Nel 2006 il comune di Monreale ha rilasciato la concessione edilizia per la costruzione di 3 villette a schiera. Dopo un po’ di tempo il direttore dei lavori provoca dei danni notevoli all’interno della mia abitazione, danni denunciati alla Procura, alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri di Monreale, al Prefetto. In seguito all’intervento dei miei tecnici, che mi consigliarono di chiedere un sopralluogo dell’ufficio tecnico per verificare la conformità dell’abitazione, scoprii che il comune di Monreale, durante questi anni, aveva nascosto che l’area interessata ricade in una zona a rischio di dissesto idrogeologico (PAI), tra l’altro con un livello di pericolosità molto elevato (P4). Lo abbiamo quindi fatto presente al sindaco e al segretario comunale che mi hanno detto che la situazione era grave e che non mi rimaneva che denunciare il comune”. Pietro Quartuccio insiste e pretende provvedimenti urgenti.

Alla rabbia di Quartuccio per l’ingiustizia subita, ma questo saranno gli organi competenti a dimostrarlo, si aggiunge il suo sdegno nel notare come nessun politico del territorio abbia voluto approfondire le ragioni della sua plateale protesta. Anche oggi, in una piazza gremita di gente, consiglieri e candidati sindaco del comune si mantengono a debita distanza dall’uomo sandwich.

“Il mio problema è in realtà generale – continua Quartuccio – perché, andando presso l’Assessorato regionale al Territorio, ho scoperto che ci sono 17 aree a rischio. Non sappiamo nemmeno se il nostro territorio è stato messo in sicurezza o se si stia provvedendo a metterlo”.

Quartuccio ha intanto chiesto l’assegnazione temporanea di un’abitazione di pari categoria, per mettere al sicuro la sua famiglia, in attesa che “la giustizia amministrativa, civile e penale facciano il loro corso” ma non ho avuto ancora ricevuto alcuna risposta”.

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