Noi non protestiamo per allungare le vacanze!

0
acqua park

In Italia, invece, se hai la fortuna di riuscire a pagarti l’università, un giorno ti ritroverai con la laurea in mano e senza opportunità di lavoro. Dobbiamo perciò affrontare la realtà, e la realtà è che in Italia il tasso di disoccupazione sta crescendo in maniera esponenziale a tal punto da aver raggiunto il 40,4%, un dato davvero preoccupante. I tagli che sono stati fatti dai ministri Gelmini e Profumo raggiungono i 10 miliardi e, a fronte di ciò, vengono stanziati solamente 400 milioni di euro per la scuola pubblica.

L’anno scorso una delle motivazioni della protesta è stato il DDL Aprea che siamo riusciti solamente a rimandare e che si ripresenta quest’anno. Tale DDL afferma che alle istituzioni scolastiche è riconosciuta l’autonomia statuaria, ciò vuol dire che ogni istituto avrebbe il proprio statuto, trasformando così le scuole in veri e propri “fortini”. Vengono inoltre stanziati “illegalmente” ben 232 milioni di euro per la scuola privata (l’articolo 33 della Costituzione della Repubblica italiana stabilisce che «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.», per questo i costi dovrebbero essere sostenuti unicamente dagli studenti attraverso le rette scolastiche). I nostri governanti ci impongono tasse “dissanguanti” che, nonostante tutto, si dimostrano inutili di fronte ai continui sprechi. Basti pensare ai 20 miliardi che si stanno stanziando per il Tav della Val di Susa, oppure ai 12 miliardi per i 131 caccia F35. Ma non dobbiamo solo protestare per l’insensata politica economica intrapresa dal nostro parlamento, c’è molto più marcio in questo paese. Grazie alla attuali leggi sono all’incirca cento i Parlamentari condannati, imputati, indagati e prescritti che siedono tra Montecitorio e Palazzo Madama e se non si provvederà al più presto ad una nuova legge elettorale, i cittadini non potranno mai essere rappresentati a dovere. Inoltre, negli ultimi mesi, guardando un qualsiasi TG o leggendo un giornale, possiamo subito cogliere i tentativi di insabbiamento e la necessità di riforme serie e concrete, a causa della discussione a proposito della condanna di Silvio Berlusconi.

Questo paese sta morendo e, se continua così, presto ci ritroveremo in una situazione di povertà così grave che noi, che ancora riusciamo bene o male ad arrivare a fine mese, avremo difficoltà nel mettere a tavola cibo a sufficienza. Spero che fin qui abbiate capito che se ognuno di noi non si rimbocca le maniche per intervenire attivamente alla risoluzione dei problemi di questo paese, presto saremo totalmente schiavi del nostro stesso Stato. Sì, schiavi, perché oltre che toglierci i soldi ci stanno privando della libertà, specialmente della libertà di espressione! L’Italia, come dice l’articolo 1 della Costituzione, è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Ma io vedo gente, con e senza lavoro, che non viene assolutamente ascoltata o che, ancora peggio, viene picchiata per le proprie opinioni, che risultano discordanti con quelle di chi ci governa. Noi giovani dobbiamo essere in quell’ingranaggio che deve far partire il meccanismo di rivoluzione. E per rivoluzione non intendo un mero conflitto contro lo Stato, bensì considero il significato letterale della parola, ovvero “rovesciare”. Il nostro obiettivo, nonostante possa sembrare utopistico, deve essere quello di ribaltare la situazione, facendo riaffermare l’articolo 1 della Costituzione in modo tale che il potere sia del “demos”, ovvero del popolo.
Concludo qui la parte delle motivazioni della protesta. Da quanto detto in precedenza adesso sarà più semplice pensare a cosa bisogna fare per rendere efficace l’occupazione.
L’occupazione, a mio parere, deve essere un momento in cui i ragazzi si riuniscono e discutono delle motivazioni per cui stanno protestando, da queste discussioni si devono trarre possibili soluzioni che poi verranno manifestate in maniera opportuna. L’occupazione non serve quindi per chiudersi semplicemente a scuola, ma deve far nascere nei ragazzi quel senso critico che li porterà a saper esprimere la propria opinione riguardo un argomento, in modo da poter contribuire alla formazione di un mondo migliore. Nella pratica penso che un cineforum e un corso dedicato alla discussione di problemi di attualità siano di fondamentale importanza per la riuscita di questa occupazione. Non devono mancare però le manifestazioni fuori dalla scuola, poiché è in quel momento che dobbiamo pretendere ciò che ci spetta di diritto.

Adesso credo che vi sentirete più coinvolti nella protesta e che nell’udire l’urlo del nome della vostra scuola, risponderete con un fragore così potente da spaventare qualsiasi spartano. Concludo con una citazione del grande Mahatma Gandhi: “La disobbedienza civile diviene un dovere sacro quando lo Stato diviene dispotico o, il che è la stessa cosa, corrotto. E un cittadino che scende a patti con un simile Stato è partecipe della sua corruzione e del suo dispotismo”.

Ricevi tutte le news

Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.