3 gradi a Pioppo e scuola elementare al freddo: alcuni alunni rimangono a casa

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Oggi alcuni bambini della scuola elementare di Pioppo non sono andati a scuola. Per i loro genitori non sussistevano le condizioni di salubrità necessarie e sufficienti.

Una delegazione di genitori, guidati dalla Presidente del Consiglio d’Istituto Valentina Volpetto, si è recata invece presso la Stazione locale dei Carabinieri per denunciare le condizioni “climatiche” delle aule scolastiche.

All’esterno la temperatura è di 3 gradi. 5 classi elementari dell’istituto si trovano nella vecchia scuola, lungo la strada provinciale, in un edificio che non possiede la coibentazione e quelle caratteristiche termoisolanti che invece possiede il nuovo corpo, sede principale della scuola. Qui la temperatura, anche a termosifoni spenti, è assolutamente gradevole. La dirigente, la prof.ssa Patrizia Roccamatisi, ha dichiarato che già dai primi di Novembre aveva inoltrato richiesta al comune di provvedere all’accensione dell’impianto di riscaldamento. Ed è proprio questo il nodo.

L’assessore alla pubblica istruzione, Lia Giangreco, da noi interpellata, ha mostrato la massima attenzione al problema: “L’amministrazione si sta già occupando della questione, stiamo lavorando per fare arrivare il tecnico tra oggi e domani”.  Infatti per essere messo in funzione, l’impianto necessita del collaudo da parte di un tecnico specializzato. “E comunque – prosegue la Giangreco – siamo entro i termini previsti dalla legge per l’accensione dell’impianto di riscaldamento”.

Risposta che non soddisfa i genitori: “E’ una situazione che si verifica annualmente. Perché arrivare a fine Novembre e non prevenire? Non si tiene conto che la scuola si trova a 500 m di altitudine, per cui i riscaldamenti vanno accesi già a novembre”.

Il nodo è proprio questo, i tempi di accensione previsti dalla normativa.

Anche per la prof.ssa Roccamatisi esiste una deroga alla normativa per i comuni o le frazioni al di sopra di una certa quota, e tra questi Pioppo vi rientra a pieno titolo.

Abbiamo fatto una ricerca sulla normativa di riferimento, il DPR 412 del 26 agosto 1993, che riporta il “Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia”.

Il regolamento suddivide il territorio nazionale in sei zone climatiche, alle quali assegna le rispettive fasce temporali di accensione dell’impianto:

Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo;

Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo;

Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo;

Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile;

Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile;

Zona F: nessuna limitazione.

In una tabella sono quindi elencati i comuni del territorio con le rispettive zone climatiche. Il Comune di Monreale rientra nella zona C, per la quale è prevista l’accensione dal 15 novembre al 31 marzo.

Come se non bastasse, lo stesso DPR prevede che “Al di fuori di tali periodi gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio”.

Ed ancora: In deroga a quanto previsto dall’art. 9, i sindaci, su conforme delibera immediatamente esecutiva della giunta comunale, possono ampliare, a fronte di comprovate esigenze, i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di attivazione degli impianti termici, sia per i centri abitati, sia per i singoli immobili”.

La questione non è nuova all’amministrazione, e il richiamo ad ottemperare alle norme era già giunto anche dai consiglieri comunali.

Risale ad alcuni anni fa un odg presentato in consiglio comunale, primo firmatario il Consigliere Santo D’Alcamo, nel quale i consiglieri chiedono:

“al Sindaco e all’amministrazione comunale che per tale questione vengano applicati i criteri di legge,  riportati nel D.P.R. n.412 del 26/08/1993 il quale nel punto 5 dell’art.9 non prevede nessuna limitazione all’esercizio per gli edifici identificati nella categoria E7 (scuole materne e asili nido), inoltre si chiede l’attuazione di quanto previsto nel punto 4 dell’art.2 del medesimo decreto in relazione all’individuazione della zona climatica e dei gradi-giorno per i territori delle frazioni di Pioppo, San Martino, Grisi, Villaciambra, Aquino”.

Domani i bambini dovrebbero trovare una scuola a temperatura idonea, per oggi alcuni sono rimasti a casa.

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