Lo Biondo e D’Eliseo: si punti sulle eccellenze monrealesi, non sui casinò

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La crescita economica di una città deve fondarsi sul lavoro, ed accompagnarsi ad una crescita culturale, non a comportamenti potenzialmente dannosi: uno sviluppo consapevole, non uno sviluppo a tutti i costi.”

Questa l’opinione dei consiglieri comunali Massimiliano Lo Biondo e Luigi D’Eliseo, che sono intervenuti sul tema della possibile apertura del secondo casinò della Sicilia nel territorio del Comune di Monreale.

L’intervento segue di poche ore una proposta sullo stesso tema, fatta dalle pagine del quotidiano Monrealenews.it, del segretario del Partito Democratico monrealese Toti Zuccaro e del candidato sindaco per lo stesso partito Vittorio Di Salvo. Ma, si legge nel comunicato congiunto di Lo Biondo e D’Eliseo, non vi è nessun intento polemico.

L’idea, al contrario, “visto il caos ed il «casino» con cui quotidianamente noi cittadini monrealesi dobbiamo confrontarci, può solo essere lo spunto per riflessioni più approfondite, che riguardino i veri volani dell’economia monrealese, le loro prospettive e necessità, ad oggi dimenticate.”

Se proprio di questo genere di attività dobbiamo parlare”, continuano i due, “pensiamo a creare nel nostro Comune un centro per curare il vizio del gioco d’azzardo, il cosiddetto GAP (gioco d’azzardo patologico) ad oggi riconosciuto a livello mondiale, da organismi quali l’organizzazione mondiale per la sanità (OMS) come una grave dipendenza, e sulle cui conseguenze la commissione ministeriale affari sociali, dopo aver reso noti i risultati di una prima ricerca nell’agosto 2012, chiede di continuare ad indagare. La stessa commissione chiedeva poi di inserire il gioco d’azzardo patologico fra i livelli essenziali di assistenza cui lo Stato dovrebbe provvedere.

E non finisce qui, perché anche molte associazioni, fra cui l’Anci, la Federconsumatori e più volte la chiesa cattolica, hanno tentato di arginare il fenomeno.”

Viste le premesse, non può che essere dello stesso tenore la chiosa del comunicato, che ancora una volta spinge a cercare soluzioni diverse ai problemi reali dell’economia monrealese:

Bisogna ragionare e cercare soluzioni per creare nuova occupazione, non incentivando comportamenti che possono divenire strumento di degrado e di disgregazione della famiglia e del tessuto sociale in genere ma partendo da quelle eccellenze monrealesi che troppo spesso sono state trascurate: turismo, artigianato, agricoltura specializzata.”

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