Conferenza stampa del comitato “No Tarsu” sul regolamento Tares

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Una interessante chiacchierata fra il comitato “No Tarsu” e le testate giornalistiche monrealesi, in cui il consulente tecnico dello stesso comitato, dott. Sergio Calderaro, ha esposto le perplessità riguardo il regolamento Tares che verrà esposto in consiglio comunale il 12 Novembre prossimo.

Numeri che non tornano in più punti, secondo Calderaro, a partire dalla famosa ripartizione fra utenze domestiche ed utenze non domestiche, che fa pesare l’89% del costo (ma riguardo la parte variabile o fissa?) del servizio sulle famiglie, e che nelle parole del sindaco sarebbe una boccata d’ossigeno per le attività commerciali. Questa ripartizione, secondo Calderaro, non trova riscontro in alcun altro Comune siciliano, e fa gravare gran parte del costo totale sulle spalle delle utenze domestiche.

Entrando ancora più nel merito, le riduzioni derivanti la raccolta differenziata, secondo Calderaro, riguarderebbero la sola parte variabile della tassa, non il totale del tributo. Solo per fare un esempio, se dovessi pagare 570 euro di Tares e fossi un cittadino particolarmente virtuoso, avrei una riduzione di poco più di 66 euro.

Le questioni si moltiplicano, e involvono dettagli sempre più tecnici, ma emerge con chiarezza la principale preoccupazione di Calderaro: sembra infatti che la raccolta differenziata venga pubblicizzata come il cavallo di battaglia di questa amministrazione riguardo la Tares, ma nei fatti non viene incentivata.

Manca un piano di raccolta porta a porta, soprattutto per quanto riguarda il compostaggio, che potrebbe essere avviato (per ovviare alle problematiche relative alla sua attivazione nel centro abitato) su uno dei terreni confiscati alla mafia del nostro territorio, dando anche delle possibilità lavorative.

Potevano essere attivati dei centri di raccolta differenziata, come fatto ad esempio a Piana degli Albanesi, in cui i cittadini conferiscono i rifiuti in appositi contenitori.

Riguardo il principio di solidarietà e gli sgravi che ne dovrebbero derivare per anziani e le famiglie indigenti, poteva partire un servizio informativo che li accompagnasse concretamente nel risparmio: il principio di solidarietà sarebbe diventato, in questo modo, un principio di assistenza.

Nei fatti, quindi, sembrerebbe che l’attivazione della raccolta differenziata trovi nel nostro Comune degli ostacoli incomprensibili: ma, ricorda Calderaro, la sola eliminazione dell’umido abbatterebbe il totale della produzione di rifiuti del 30%, cifra 10 volte superiore al totale della raccolta differenziata realizzata nei primi 8 mesi del 2013 secondo i dati dell’ATO.

Quali sono le motivazioni di questi rallentamenti? “Avremmo voluto conoscerle”, conclude il comitato “ma l’amministrazione non ha ancora dato risposte soddisfacenti”.

Seguiranno aggiornamenti.

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