Santo D’Alcamo: “Voto contro l’approvazione del regolamento TARES”

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Il consigliere Santo D’Alcamo non ci sta e preannuncia il voto contrario, in un lungo comunicato inviato alla stampa, motiva la sua decisione di non condividere i principi che stanno alla base del tributo. Ma denuncia anche l’amministrazione che “in questi anni non ha mai fatto nulla per intervenire seriamente nella riduzione delle tonnellate dei rifiuti prodotti e nella gestione dell’ATO che è passata da un costo di euro 3.900.000,00 del 2009 ad un costo di euro 7.800.000,00 nel 2012”.

“Quando lo sterile adempimento tecnocratico prende il posto di una sana Politica economica e sociale a pagarne le conseguenze sono sempre le famiglie. E’ inconcepibile pensare di poter approvare un regolamento TARES così iniquo che non tiene per niente conto della grave situazione socio-economica che il nostro territorio vive. Paradossale come a pagare di meno sarà chi ha di più. Basta pensare che l’intero costo del servizio grava per il 90% sulle Famiglie”.

Per il consigliere comunale il regolamento sarà comunque inapplicabile: “Primo grave e inaccettabile effetto è che si chiede di votare un regolamento che sarà completamente inapplicabile, dato che siamo a novembre e che non è stato previsto nulla da inizio d’anno ad oggi, specie per la parte che riguarda l’attestazione di possibili riduzioni in funzione della raccolta differenziata effettuata dalle famiglie”.

Ed è il principio condivisibile per cui chi più produce più paga che non trova applicazione: “Se si chiede di pagare rispetto a quanto si produce perché non viene data la possibilità alle singole famiglie di dimostrare quanti rifiuti ha prodotto durante l’anno? Pago il telefono sulla base delle telefonate che faccio, pago la luce sulla base dei Kwh che consumo,pago l’acqua sulla base dei mc consumati, e pago i rifiuti sulla base dei figli che ho o della dimensione di casa mia, assurdo, specie se poi il Servizio di raccolta è inefficiente come ben visibile da tutti”.

Per D’Alcamo il criterio proposto all’approvazione del consiglio comunale no risponde ai principi di Solidarietà:

“Che criterio è quello di stabilire delle tariffe che non tengono minimamente conto della capacità contributiva dei singoli e delle famiglie? Basta verificare, dai calcoli pubblicati, quanto sarebbe costretta a pagare una famiglia di 4 componenti monoreddito.

Un tributo imposto dallo Stato che non tiene conto di tutelare la Persona, di garantire la Solidarietà, principio per cui chi ha di più aiuta chi ha di meno, di applicare la Sussidiarietà, per cui il Comune ha il dovere di aiutare i cittadini che da soli non sono nemmeno in grado di arrivare a fine mese, come può essere al servizio del Bene Comune?”

Infine l’ultima stoccata all’amministrazione comunale:

“Il tutto tenendo conto, che annunci esclusi, in questi anni l’amministrazione non ha mai fatto nulla per intervenire seriamente nella riduzione delle tonnellate dei rifiuti prodotti e nella gestione dell’ATO che è passata da un costo di euro 3.900.000,00 del 2009 ad un costo di euro 7.800.000,00 nel 2012.

E questo più di tante altre chiacchere merita una dovuta risposta ai cittadini.

Caro Sindaco, lodevole l’impegno profuso per far quadrare i conti, ma chi amministra ha il dovere di dare molto di più ai cittadini e alle famiglie.

Per tutti questi motivi dichiaro sin da subito il mio voto contrario, a meno che non si abbia il coraggio di eliminare le iniquità e proporre una delibera diversa e più equa”.

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