Toti Zuccaro e la sfida del PD

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Il congresso monrealese del PD si è chiuso sabato con l’elezione di Toti Zuccaro. 

L’ex consigliere provinciale del PD, unico candidato alla segreteria, è stato eletto da circa due terzi degli elettori, mentre circa un terzo ha deciso di astenersi dal voto. 

Già il risultato delle urne si presta da solo a fornire una lettura chiara del grado di coesione esistente all’interno della sezione monrealese del PD. Chi ha partecipato al congresso è stato testimone oculare del reale clima che si respira nel partito e della forte tensione che ha fatto da detonatore ad alcuni momenti di concitazione.
Toccherà quindi a Zuccaro ricucire le profonde ferite e provare a riavvicinare le due sponde di un fiume in tumulto. Se non dovesse riuscire in questo intento, a uscirne sconfitto sarebbe il partito stesso ed il suo candidato sindaco, Vittorio Di Salvo, che non si potrà permettere di fare a meno di un partito coeso per affrontare la prossima sfida elettorale.
Al momento allo studio vi sono delle strategie politico/elettorali che porterebbero una costola del PD a scegliere di tentare un percorso autonomo, disconoscendo il risultato delle recenti primarie, per lanciare un appello alla cittadinanza in nome di un progetto comunque di centro sinistra, ma libero e svincolato dai partiti, e incentrato intorno ad una figura di riconosciuta credibilità.
Il laboratorio è all’opera e la riserva non è stata ancora sciolta. Trovare una figura di primo piano all’interno del panorama sociale monrealese disposta a navigare in un mare in tempesta non è impresa da poco.
Per il Partito Democratico la campagna elettorale si sarebbe dovuta svolgere tutta in discesa. Dopo un’amministrazione di centro destra uscita profondamente screditata da quattro anni di gestione, nella logica dell’alternanza il principale partito di centro sinistra avrebbe dovuto avere gioco facile a raccogliere i malumori dei cittadini e a farsene interprete. Il momento è quello giusto e l’occasione si può ancora cogliere. Condizione necessaria per raggiungere questo obiettivo, ma per nulla scontata, è dimostrare capacità gestionale basata su pochi progetti ma ben chiari, godere di credibilità tra gli elettori, serrare le fila intorno al proprio candidato. Se il partito rimarrà intrappolato da lotte intestine difficilmente potrà attrarre il voto d’opinione di quei cittadini che vogliono aggrapparsi con ostinazione alla speranza di trovare un soggetto politico alternativo cui affidare la gestione del paese. Ed il nuovo centro di gravità si sposterà sul Movimento 5 Stelle e sulle liste civiche, come quella, già in costruzione, di Piero Capizzi.
Zuccaro ha raccolto una difficile eredità dal segretario uscente Fabio Ganci e ha accettato una sfida ardua. Nelle prossime settimane si vedrà la sua capacità di essere il segretario di tutti.

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