Le primarie del Partito Democratico, chi ha vinto e chi ha perso

0
acqua park

 

Le primarie del Partito Democratico hanno sancito la vittoria di Vittorio Di Salvo. Questo l’unico dato certo e inconfutabile. Vittoria risicata su Lo Biondo, conseguita con appena 22 voti di scarto, 789 contro 767 su 2064 preferenze, ma pur sempre vittoria. Detto questo si apre una serie di riflessioni su questa esperienza partecipativa e sul percorso che attende il PD monrealese.

Questa campagna elettorale è stata segnata, sin dall’inizio, da un comportamento polically correct tenuto in pubblico dai tre candidati che hanno enfatizzato il desiderio di condividere un percorso politico e di perseguire un obiettivo comune che li avrebbe visti camminare comunque assieme, qualunque fosse stato il risultato di ieri.

Durante questi ultimi mesi molti attivisti del PD, soprattutto giovani, sono stati trasportati dall’entusiasmo di condividere un progetto politico nuovo, di rinnovamento, di cambiamento, che ha contagiato anche tanti simpatizzanti di centro sinistra. Massimiliano Lo Biondo, tra i tre il più circondato da giovani, Salvatore Leto, anche per l’immagine di freschezza e semplicità introdotta in politica, Vittorio Di Salvo, per la fiducia e la competenza saputa trasmettere, hanno avuto la capacità di infondere in tanti una passione per la politica oramai difficile da trovare.

Una passione e un fervore che alla lunga non sono riusciti a fare da barriera ad altre logiche, più forti e vincenti, che avranno invece la capacità e la responsabilità di spegnere questo entusiasmo genuino.

Al di là delle apparenze, le strategie messe in campo dai contendenti sono state di tutt’altra sostanza. Come avviene in tutte le competizioni, anche questa è stata “naturalmente” combattuta all’ultimo sangue. E aleggia sempre il sospetto di tentativi di inquinamento del risultato elettorale tramite iniezioni di voti provenienti dall’area di centro destra.

La valenza delle primarie monrealesi, decise per allargare la partecipazione attiva non solo agli iscritti ma soprattutto ai simpatizzanti di un’area politica ben definita, al di là degli slogan sentiti in questi giorni, va certamente ridimensionata.

A Monreale, qualunque risultato si fosse registrato, decisiva non sarebbe stata la preferenza ragionata e maturata dai singoli elettori su un candidato piuttosto che su un altro. Determinante sarebbe stato comunque il peso dei “grandi elettori” che hanno la capacità di spostare centinaia di voti da un candidato all’altro con una semplice telefonata.

E difatti l’esito del voto è stato solo deciso negli ultimi dieci giorni, quando decisivo è stato il pronunciamento di Di Salvo di accettare di partecipare alle primarie di coalizione del centro sinistra.

Ieri sera non hanno vinto i programmi e le soluzioni prospettate per fare risorgere il paese. Ha vinto una linea politica ben precisa. E’ stata determinante una presa di posizione funzionale ad una strategia elettorale che una parte del partito democratico ritiene vincente per scardinare un potere di centro destra radicato nel paese.

Ha perso l’ostinazione di chi ha voluto credere e ha spinto altri a credere che per la rinascita di Monreale fosse necessario recidere certi legami e certe logiche politiche, senza se e senza ma. Al di là dell’esito, la campagna elettorale ha dimostrato che Monreale non è ancora pronta per vincere una battaglia per la rinascita della politica.

Restano forti quindi i dubbi se, a Monreale, i veri protagonisti di questa fine estate siano stati realmente la partecipazione politica e i programmi elettorali.

Di sicuro protagonista è stata la forte contrapposizione, tutta interna al PD, tra due modi diversi di intendere la politica, e che avrà certamente conseguenze devastanti per il partito stesso.

Siamo alla resa dei conti. Primo passaggio atteso da questo risultato elettorale, e che si consumerà il 26 ottobre all’interno del congresso del partito, sarà la richiesta di dimissioni avanzata nei confronti del segretario locale del partito, Fabio Ganci, dalla corrente uscita vincente ieri sera. Ganci aveva escluso la possibilità di passare dalle primarie di coalizione. La vittoria di Di Salvo sconfessa la sua linea politica. Ma sarà il conteggio delle tessere a determinare l’esito di una lotta fratricida all’interno del PD.

Bisognerà poi rivedere le strategie da mettere in campo in funzione delle amministrative 2014, tenendo conto delle numerose diserzioni che si registreranno in questi giorni.

Di Salvo non potrà contare, ad oggi, dell’appoggio del gruppo che ha sostenuto la candidatura di Lo Biondo. Troppe divergenze. Ma, ripeto, ad oggi. Domani è un altro giorno e la politica monrealese potrà riservare ancora molte sorprese.

Ricevi tutte le news

Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.