Le condizioni dell’Istituto d’arte per il mosaico “Mario D’Aleo”

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Monreale, 14 Ottobre 2013. Mancano meno di 12 ore alla manifestazione organizzata dai ragazzi dell’Istituto d’arte per il mosaico ‘Mario D’Aleo’. Tutti uniti per una scuola a misura d’alunno e d’insegnante.

Ancora una volta, dopo la scorsa settimana, perché la precedente manifestazione non ha dato i frutti sperati: al tavolo tecnico di giovedì scorso fra i rappresentanti dell’Istituto, quelli del Comune, e le istituzioni provinciali, proprio il Comune, che lo aveva proposto, era assente.

La domanda che tutti i partecipanti si pongono, riguarda le parole dell’assessore Giangreco il giorno della manifestazione: ‘Tutto è finalizzato a traghettare l’istituto artistico verso lidi sicuramente più idonei […] considerato che la scuola è una risorsa culturale, economica ed artistica per il nostro territorio ‘. Quali sono questi ‘lidi’? Continuerà l’istituto ad esistere nel territorio monrealese?

Siamo stati all’interno del plesso scolastico per testimoniare lo stato in cui versa l’istituto, le cui aule sono state redistribuite dopo la decisione del Comune di spostare la Scuola Media nei locali dello stesso edificio. Dopo aver parlato con alcuni docenti, che ci hanno assicurato il loro appoggio alle recriminazioni degli studenti, Salvo Di Liberto, rappresentante d’Istituto, mi conduce per le aule. All’ingresso, un cartello ci avverte che l’ala sinistra è quella dove si svolgono le lezioni della scuola media.

Poi, inizia il viaggio, ed è una continua scoperta. Si inizia con «poco»: ‘Ti mostro uno dei nostri laboratori’, esordisce Salvo.

Su un lato, appena all’ingresso, sono disposti alla rinfusa degli scaffali, che rendono difficoltoso l’ingresso, e ancor di più il raggiungimento dei ripiani ove è custodito il necessario per eseguire i lavori; il primo frutto di un trasloco, a detta dei presenti, improvviso e traumatico. Già così, è chiaro che la nostra passeggiata sarà istruttiva.

Mentre camminiamo, apprendo che alla manifestazione di domani, parteciperanno anche gli alunni del Liceo classico e scientifico Emanuele Basile, anche loro vorranno gridare il loro dissenso. È di pochi minuti fa, inoltre, la notizia della partecipazione del gruppo ‘Giovani monrealesi’.

‘Questa volta, dice orgoglioso Salvo, la manifestazione è autorizzata, ci aspettiamo una gran numero di partecipanti’.

Passiamo poi per un corridoio, da cui si intravedono aule di pochi metri quadri zeppe di banchi, ed infine mi viene aperta un’ultima porta: qui si trova ammassata la gran parte del materiale che veniva usato nei vari laboratori.

Ogni angolo è un colpo alla bellezza dei lavori che occupano la scuola: armadi e banchi pieni occupano il cammino lungo il corridoio, e lo stesso accade per le aule. Lavori che hanno impegnato per mesi questi giovani studenti, le postazioni per la costruzione delle tessere da mosaico, sculture, persino delle colonne, vere e proprie opere d’arte che la scuola aveva donato al Comune, rimangono a giacere lì, fra la polvere che si accumula. In un’aula si intravedono dei dipinti sui muri, ma ormai la maggior parte sono coperti. Torni ovunque, e tessere del mosaico che giacciono a terra, vicino al lavandino dell’ex laboratorio di plastico, adesso aula per la scuola media.

All’esterno della scuola, gettati in un angolo, i tavoli da lavoro.

Le domande che accompagneranno la manifestazione di domani, non sono le stesse che accompagnano le frequenti manifestazioni studentesche cui siamo abituati.

Questi ragazzi si chiedono come si possa svolgere una normale attività didattica, se tutto il necessario a svolgerla è ammassato in aule inagibili; si chiedono come si può pensare di rilanciare la bellezza e l’economia di una città, se quello che dovrebbe essere il suo motore propulsivo viene ridotto in queste condizioni.

E aspettano una risposta, che tarda ad arrivare.

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