Emergenza rifiuti: “Cambiare si può. Trasformiamo i rifiuti in risorsa”

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Anche Vittorio Di Salvo, dopo Salvo Leto, propone la ricetta per sanare la piaga della questione rifiuti che attanaglia le tasche e la salute dei cittadini. Per Di Salvo sembrebbe che l’Amministrazione Comunale non abbia un dettagliato programma sulla gestione dei rifiuti, come invece richiesto dalla nuova normativa. La differenziazione dei rifiuti rimane al centro del suo progetto, che, adeguatamente sviluppato, trasformerebbe i rifiuti in risorsa.

Pochi giorni fa è nata la nuova Srr “Palermo Provincia Ovest” che vede Monreale come comune capofila. Intanto c’è da dire che la Srr non sono società di gestione ma “società per la regolamentazione del servizio raccolta rifiuti”. Le Srr non gestiscono nulla, regolamentano, dettano regole e controllano.

Occorre, invece, che il Comune proceda, quanto prima, all’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto sulla base di una perimetrazione territoriale ben definita i cosiddetti Ambiti Territoriali Ottimali (A.R.O.), e di un corrispondente Piano d’intervento che dimostri che l’organizzazione del servizio nell’A.R.O. rispetti principi di differenziazione, adeguatezza ed efficienza così come previsto dall’art.5 comma 2-ter della Legge Regionale  n. 9/2010.

Spero di sbagliarmi ma sembrerebbe che l’Amministrazione Comunale non abbia un dettagliato programma su rifiuti e che invece vi sia tanta, troppa confusione.

La priorità da attuare il prima possibile è la ridefinizione del modello di raccolta differenziata in tutto il comprensorio comunale. Il nuovo sistema di raccolta deve prevedere l’eliminazione dei cassonetti stradali e la differenziazione di tutte le frazioni di materia che compongono i rifiuti solidi urbani e assimilabili. Dunque un modello di raccolta porta a porta spinto, che escluda il libero conferimento dei rifiuti. Tutti i rifiuti conferiti dagli utenti devono passare al vaglio degli operatori. La differenziazione della frazione organica è l’anello più importante del processo. L’umido non può e non deve finire nell’indifferenziato: deve essere raccolto negli appositi sacchetti e deve essere portato al più vicino centro di compostaggio per il trattamento. Se non si differenzia la frazione organica, non si potranno raggiungere i livelli di raccolta differenziata previsti dalla vigente normativa. E’ necessaria anche una politica di promozione del compostaggio domestico e una politica di premi ai comportamenti virtuosi con un riconoscimento economico al momento del calcolo della Tares. Inoltre, la tassa sui rifiuti deve prevedere la determinazione di una parte variabile calcolata in modo puntuale “chi più produce più paga” in base ai conferimenti di rifiuto indifferenziato.

La riuscita del progetto è subordinata ad un positivo coinvolgimento dei cittadini, delle imprese e delle attività commerciali e ad una completa accettazione delle modalità di raccolta differenziata. Ogni singola famiglia e utenza dovrà essere istruita sulle esatte modalità di preparazione e consegna delle singole frazioni di materiali. L’informazione e la comunicazione avranno un ruolo importante per far comprendere l’utilità e la necessità di alcune scelte. E’ essenziale comprendere le ragioni del cambiamento (i vantaggi). Differenziare non deve essere visto solo come un obbligo legislativo ed etico, ma soprattutto, come un’opportunità di miglioramento della qualità della vita. Grazie al riutilizzo e al riciclo, tutto può tornare a nuova vita invece di occupare discariche o finire incenerito”.

Vittorio Di Salvo

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