NO MUOS, corteo nazionale a Palermo, ore 15.00, Piazza Politeama

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La lotta contro il MUOS può e deve diventare l’occasione di rilanciare una lotta per la liberazione della Sicilia, territorio devastato ambientalmente, tassello chiave nella nuova strategia militare globale statunitense che la usa come piattaforma di guerra ed immensa portaerei di morte, luogo di sperimentazione di nuove scellerate politiche di devastazione ambientale, opponendo, a queste scelte rovinose, un altro modello di sviluppo economico, sociale, culturale, energetico, ecologico, incentrato sulla sostenibilità, la difesa dei beni comuni e del territorio, la difesa dei diritti civili e umani. Questi sono i CONTENUTI ALTI della MANIFESTAZIONE.

Il movimento NO MUOS, alla luce degli ultimi scenari di guerra che vedrebbero la Sicilia trincea di guerra, al centro dei piani militari e degli interessi statunitensi e occidentali, deve ricollegarsi, idealmente e politicamente, a quello straordinario movimento, fatto di culture ed esperienze diverse, che si mobilitò in Sicilia per dire no alla costruzione della base missilistica di Comiso. In quel movimento, allora come oggi, la lotta e l’impegno per la pace, contro la militarizzazione della Sicilia, si intrecciava con la lotta ai poteri criminali e mafiosi e per un’altra idea di sviluppo, nel quale la Sicilia, non è più una piazza d’armi nel Mediterraneo, ma una piattaforma di pace e dialogo con l’area africana, araba, mediorientale; una terra capace di valorizzare le proprie risorse locali, agricole e culturali, all’interno di un’area pacificata. Niscemi, dunque, può diventare un paradigma, un simbolo della lotta e della resistenza della Sicilia contro l’aggressione militarista dell’impero americano. Niscemi, può essere centro sperimentale di un nuovo progetto di società in movimento, che, attraverso l’elemento unificante della necessità di sopravvivenza della stessa comunità, riesce ad operare processi di trasformazione sociale nel territorio e, dall’altro, a prospettare una nuova possibilità di futuro tesa alla realizzazione di un modello di sviluppo economico e sociale diverso, accompagnato da prassi democratiche includenti. Niscemi può divenire un luogo di sperimentazione di pratiche di autogoverno, luogo in cui si incontrano voci diverse per trovare un progetto comune di cambiamento. Niscemi può essere una piattaforma per ripensare la posizione della Sicilia nel Mediterraneo, vista, non “come un unico immenso mercato dentro il quale solo le merci hanno diritto a muoversi, ma come comunità” dei diritti, dell’impegno per la democrazia, la libertà, a partire dalla libertà di circolazione, la giustizia sociale…

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