Chiara Di Prima, “scuola come comunità di pratiche”

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Esordisce con una empatica presentazione delle sue idee, la dirigente del I Circolo di Monreale, consapevole che il passaggio di consegne sarà complesso e compreso se supportato dalle “regole”.

La scuola deve essere “serena, accogliente e aperta”, afferma infatti, e le regole dettano la strada giusta da percorrere. “Le norme non sono un vincolo, ma una risorsa, perché danno serenità”.

Illustra la sua idea di Scuola come organizzazione complessa, insieme di persone, ognuna col proprio ruolo, senza capi né dipendenti. Nel suo discorso di presentazione si rifà infatti alla complessità di Morin per il quale ogni parte è necessaria e indispensabile, e ognuno è unico e irripetibile.

“Noi non siamo mestieranti, ma professionisti, afferma, e ognuno deve essere consapevole del proprio ruolo che richiede una formazione continua, non imposta, ma pretesa, come esigenza di chi deve confrontarsi con nuove sfide ogni giorno”.

Vede la scuola come sistema aperto al territorio, come luogo privilegiato di dialogo, dunque, che accolga le molte provenienze etniche, religiose, culturali e in dialogo privilegiato con la famiglia, la chiesa e altre agenzie formative e non; con i non luoghi e le società virtuali, e che ha bisogno di molti strumenti flessibili e adeguati. Invita a non demonizzare i social network, ma ad imparare a gestirli con equilibrio, e saranno gli insegnanti a fare da filtro con l’esterno.

Punta all’innovazione, anche per il “recupero dell’eccellenza” affinché si innalzi il livello di qualità dei ragazzi, ma senza lasciare indietro le esigenze di ciascuno. La Scuola deve essere inclusiva, ribadisce.

Le abbiamo chiesto:

Come la pensa a proposito della laicità della scuola pubblica? E mi riferisco alle pratiche consolidate che riguardano benedizioni, visite pastorali, messe, precetti pasquali e attività di beneficenza a favore della Chiesa?

Garantiremo, per ciascuno, modalità e spazi opportuni per esprimere e praticare con serenità la propria religiosità, sostenendo la diversità in un quadro unitario. Nella predisposizione delle attività alternative alla religione cattolica, assicureremo agli alunni “non avvalentesi” l’organizzazione di attività partendo dall’analisi della Carta Costituzionale del nostro Paese e dalle dichiarazioni internazionali dei diritti dell’uomo e del fanciullo e verranno trattati alcuni diritti fondamentali tra questi il diritto ad una convivenza pacifica fondata sulla reciproca  solidarietà. Le varie attività religiose se si decide di farle verranno effettuate in orario estracurriculare.

Il plesso P. Novelli è stato da poco ristrutturato, ma non sono state ancora tinteggiate le aule del pianterreno e del primo piano e non sono stati sistemati i bagni; questi lavori dovevano essere conclusi in estate, ma non sono nemmeno cominciati. Come intende porsi nei confronti degli amministratori comunali?

Abbiamo inoltrato con insistenza le nostre richieste. Serviranno solo due giorni per completare i lavori e si spera che, entro l’inizio dell’anno scolastico, vengano rispettati gli impegni presi.

Per quanto riguarda l’inizio delle lezioni si parla della data di giorno 16, ma questa e altre proposte dovranno essere deliberate domani in Consiglio di Circolo con la presenza dei genitori.

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