Come muore il bene pubblico a Monreale: i campi da tennis della Ranteria

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Forse non tutti i cittadini monrealesi li conoscono e forse qualcuno li ha pure dimenticati; eppure i campi da tennis della Ranteria sono lì, silenziosi, tra i nuovi palazzi e tra l’indifferenza. Ci troviamo in via Regione Siciliana a Monreale, al civico 24; qui anni fa si assisteva ad un via vai di sportivi, si poteva sentire l’odore del sudore ed il ticchettio della pallina colpita dalle racchette e si potevano ascoltare voci di esultanza e di delusione. Oggi, tra quei due campi da tennis e tra le mura degli spogliatoi, solo il silenzio regna e riecheggiano ancora quelle urla e quei rumori.

Accedendo alla struttura un brivido è ciò che al visitatore sale subito alla schiena e la desolazione prende forma nella mente di chi, attonito, osserva il degrado di ciò che oggi resta della struttura abbandonata.

Il rampicante, che lentamente sta per invadere dal lato posteriore la struttura, è metafora del tempo che avanza inesorabile e più passa il tempo, più l’abbandono e l’incuria prendono forma. Qui regnano rifiuti e distruzione, frutti di raid vandalici che hanno interessato i campi da tennis.

Diverse sono le ragioni che hanno portato le amministrazioni comunali, susseguitesi durante l’ultimo decennio, a lasciare i campi della Ranteria nel totale abbandono. Secondo il consigliere Lo Biondo, oltre ad una buona dose di “lagnusìa” e, aggiungiamo noi, inefficienza politica ed amministrativa, non ci sarebbero interessi celati dietro la chiusura dei campi se non interessi “puliti” di coloro che desiderano avere anche a Monreale una struttura sportiva funzionante.

Lo stesso consigliere in passato ha, per ben sette volte di seguito, presentato la stessa interrogazione consiliare. A tal proposito Massimiliano Lo Biondo chiedeva se fosse stata intenzione dell’amministrazione restituire la struttura alla città e se fosse stata eseguita una stima economica per il ripristino. “Alla settima interrogazione ha risposto Giuseppe La Corte – racconta Lo Biondo – Il quale ha dichiarato che nel campo c’erano circa 200 mila Euro di danno calcolati da una perizia degli uffici comunali se sommati ai costi per l’adeguamento alle normative vigenti”.

In contrasto con le dichiarazioni di Lo Biondo troviamo il pensiero dell’assessore allo sport Giuseppe La Corte. “Il tecnico comunale ha stimato ad oggi attorno a 100 mila il costo per il ripristino della struttura, – dichiara il neo vicesindaco – nel 2010 la perizia parlava di soli 50 mila Euro”.

Diversi bandi, per tre anni consecutivi, sono stati pubblicati ma sono andati tutti deserti. Entro l’anno, si spera per novembre 2013, uscirà nuovamente un bando per dare la struttura in comodato d’uso; chi si aggiudicherà la gara pagherà una quota annuale di affitto e dovrà farsi carico delle spese di ristrutturazione”. Secondo l’assessore ci sarebbero già varie associazioni interessate a partecipare al bando.

Anche se le parole di La Corte lasciano intravedere un piccolo bagliore di speranza, tra le parole dei politici e la noncuranza dei cittadini, intanto un’altra parte della nostra città sta lì, come un paziente in agonia disperso in una corsia di ospedale mentre la gente passa e nessuno lo nota. Ecco come muore il bene pubblico.

 

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