Monreale: operazione “Giamaica”: arrestate due persone e sequestrate più di 500 piante di marijuana.

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Tra il 26 ed il 27 agosto la compagnia carabinieri di Monreale ha impiegato più di 50 militari in una operazione denominata “Giamaica”, finalizzata alla ricerca di piantagioni di cannabis nelle vaste campagne dell’agro di Monreale, giungendo all’arresto in due distinte attività del palermitano  l. s. g. , classe 1990 e del cittadino albanese h. k. classe 1983, e a un sequestro complessivo di più di 500 piante di marijuana.

Grazie alle perlustrazioni a piedi condotte di notte nelle ampie vallate tra la conca d’oro e lo Jato, i carabinieri sono riusciti infatti ad individuare due coltivazioni all’apice della loro maturazione: già alle prime luci dell’alba del 26 agosto, nelle adiacenze di un casolare, in stato di abbandono nelle campagne di via Pezzingoli, avevano individuate, celate sotto una piccola pineta, 30 piante di cannabis sativa alte circa 2 metri, con infiorescenze già pronte per essere raccolte.

I militari dell’arma, mimetizzati tra i cespugli, hanno condotto un prolungato servizio di osservazione, onde individuare chi si occupasse dell’illecito orto ed alla fine la pazienza li ha premiati: infatti, da una abitazione vicina, si è presentato L. S. G. con bidoni d’acqua per l’irrigazione che, bloccato, ha immediatamente ammesso le sue responsabilità.

L’operazione ha avuto il suo culmine, poi, in contrada Case Mariano nelle campagne tra San Giuseppe Jato e San Cipirello, agro del comune normanno: qui infatti i carabinieri, sempre in pattuglie notturne, tra i ricchi vigneti, sono stati attratti da un forte odore di cannabis che misto a quello dell’uva quasi matura “inebriava l’intera vallata”. Approfondite le ricerche, con l’ausilio anche del 9° nucleo elicotteri di Palermo, si accertava che tra i vitigni vi erano 504 piante di marijuana alte da 1 a 2 metri. Al fine di accertare chi fosse il responsabile della piantagione, una ventina di militari hanno stabilito dei punti d’osservazione notturni e diurni tra i filari di viti, in attesa di sorprendere il responsabile dell’irrigazione delle piantine: all’alba è giunto H. K. che, appena arrivato, si adoperava per intrecciare le piante di cannabis tra i grappoli d’uva occultandole alla vista di eventuali passanti. in un attimo l’uomo dal “pollice verde” è stato circondato e, dopo una breve fuga, bloccato e portato alla stazione di San Giuseppe Jato per le formalità di rito, mentre il conduttore del vigneto, un incensurato di San Cipirello, veniva deferito in stato di libertà.

I due arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale “Ucciardone” di Palermo su disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip.

Le piante di marijuana, in entrambi i casi, sono state estirpate e campionate dal personale del laboratorio analisi sostanze stupefacenti del comando provinciale di Palermo: se immesse sul mercato dello spaccio al dettaglio avrebbero garantito un guadagno di decine di migliaia di euro.

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