Ripulita la Scuola Materna di Pioppo: quando la solidarietà fa più rumore del fuoco

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A loro si sono affiancati numerosi cittadini, anche monrealesi, indignati per l’accaduto, e un nutrito numero di rappresentanti politici, per una volta uniti nella voglia di fare. I volontari hanno ripulito la scuola e il cortile adiacente, aiuole comprese. Sicuramente da segnalare i numerosi danni subiti dal mobilio e dagli infissi della stessa scuola, che sono stati ammassati all’esterno in attesa di essere trasportati via dagli operai dell’Ato rifiuti. Ingenti anche i danni subiti dall’immobile, anche se apparentemente non strutturali.

Questo non è il primo atto vandalico che colpisce la scuola, già oggetto di alcuni furti ancor prima della sua chiusura, avvenuta a seguito di un’ordinanza sindacale nel Giugno 2012, in attesa di una perizia che ne attestasse l’agibilità. In più di dodici mesi, tante le battaglie sostenute dallo stesso Comitato per l’autonomia e dai genitori degli alunni, ma, almeno fino a ieri, non vi era notizia alcuna relativa alla riapertura dell’edificio scolastico, che dovrebbe accogliere gli alunni della scuola materna. Ad oggi, causa anche i danni recati all’impianto elettrico dall’incendio, la scuola è palesemente inagibile e manca un edificio riservato alla scuola materna nella frazione di Pioppo.

Una storia travagliata quella dell’edilizia scolastica nella frazione del monrealese: sono passati infatti pochi anni dall’apertura della nuova scuola media, per decenni ospitata nei locali della scuola elementare, e poi in alcuni locali privati in affitto; sembrava finita una stagione di disagi, ma le sorprese non sono tardate. Dopo la chiusura per l’assenza di una perizia e la mancanza di fondi per effettuarla, almeno due tecnici avevano messo gratuitamente a disposizione il loro operato per svolgere la stessa; il Comune di Monreale, però, asseriva di non aver mai ricevuto tali istanze. Finalmente arrivati i fondi, nel Marzo scorso, la perizia era stata affidata ai tecnici del ‘Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria’. Adesso, è inutile cercarne gli esiti.

Molte sono le domande che vengono alla luce pensando al progressivo iter di dismissione dell’edificio che si viene delineando. Una sola però, la certezza: non sarà facile chiudere un plesso che per molti cittadini rappresenta una parte importante della loro vita e che risolverebbe molti disagi causati a quella fascia di popolazione, l’infanzia, troppo spesso dimenticata dalle istituzioni.

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