La videosorveglianza, Salvatore Leto: “A chi dà fastidio che funzioni?”

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Perché l’amministrazione, aldilà delle cerimonie, dei proclami, delle comparsate e dei comunicati stampa in tema di sicurezza non si è mai adoperata per attivare uno dei più potenti deterrenti contro la delinquenza, il vandalismo e la criminalità? A chi giova non attivare un servizio costato alcune centinaia di migliaia di euro e mai entrato in funzione?”, si chiede Salvatore Leto, uno dei tre candidati a sindaco del PD monrealese.

E così continua: “Alla vigilia delle elezioni, in pieno stile berlusconiano, i paladini della destra avevano promesso di impegnarsi per far diminuire i reati. Invece, non è stata concepita né adottata alcuna misura preventiva. Per fortuna si è potuto contare sulla presenza e sul notevole lavoro dei Carabinieri, ma quella dell’Arma resta pur sempre, prevalentemente, una funzione repressiva.

In questi ultimi anni, non sono mancati i furti in appartamento in pieno centro abitato ed anche nei villini periferici o di residenza estiva. Spesso si sono verificati anche atti di violenza alle persone, soprattutto se anziane e sole. I negozianti, quando si fa sera, sono costretti a serrare i battenti anzitempo e quando lavorano fino a tarda sera lo fanno con grande preoccupazione. Perfino le scuole non sono state risparmiate da ripetuti furti ed atti vandalici, come purtroppo anche le cronache di queste ore ci confermano.

Leto propone, dunque, di assumere, come metodo, la logica della collaborazione ed adottare interventi concertati ed integrati, tra le istituzioni del territorio.

Il primo da adottare subito è l’attivazione, 24 ore su 24, delle telecamere sferiche, adeguandone software e hardware verificando la capacità di gestione e controllo diretto da parte del comune o, altrimenti, chiedere un supporto operativo (e sarebbe la soluzione più sicura e professionale) alla Caserma dei Carabinieri di Monreale. Occorre inoltre estendere le aree video controllate, a partire dalle scuole del territorio, verificando la possibilità di interfacciare la centrale operativa con telecamere di rete.

Non è un caso che nell’ultimo anno, sia scuole pubbliche che private, siano state prese di mira e duramente colpite. Tutto ciò è intollerabile perché, al netto della gravità dei gesti, suscita paura ed abitua all’impotenza delle istituzioni, alla rassegnazione.

Ovviamente, in un territorio che sconta da sempre gravi problemi legati alla mafia, una singola misura non può risolvere alla radice la questione sicurezza. Certamente, serve un pacchetto di misure più ampio di cui Monreale con le sue frazioni necessita e ha il dovere di dotarsi. Ma, innanzitutto, bisogna avere piena coscienza del problema e pretendere che divenga una priorità dell’agenda politica del nostro comune. Sul tema la città non può permettersi più superficialità o approssimazione alcuna.

E conclude: “Anche i monrealesi hanno il diritto di vivere sicuri e senza la paura di delinquenti, vandali e criminali. Monreale ha il diritto ed il dovere di essere una città tranquilla e più sicura dove il timore di restare vittima di un reato e sentirsi indifesi ed abbandonati deve diventare un lontano brutto ricordo.

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