Salvo Leto: Istituire un “Ufficio per i diritti degli animali”.

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Ufficio per i diritti degli animali, un canile municipale con funzioni di pensione e un cimitero per animali domestici sono le proposte che Leto avanza per affrontare il problema del randagismo, molto presente nel territorio monrealese:

“Una politica per la gestione degli animali domestici

Esistono tanti indicatori del grado di civiltà raggiunto da una comunità di cittadini. Uno di questi è senz’altro l’attenzione e la cura mostrata nei confronti degli animali domestici che accompagnano e allietano le vite dei cittadini ma che finiscono spesso per diventarne vittime.

A Monreale e nel suo territorio è sotto gli occhi di tutti la assoluta mancanza di sensibilità amministrativa e quindi di politiche rivolte verso gli animali cosiddetti “d’affetto”. Eppure è una tematica che ormai rischia di proporsi anche come problema di sicurezza considerato l’enorme numero di animali randagi presenti nel territorio che spesso finiscono per formare veri e propri branchi difficili da gestire e pericolosi per l’incolumità delle persone.

Infatti, da un censimento compiuto dalla associazione di volontariato “UNA” nella zona di Monreale risultano oltre 500 cani randagi e si stima che, dei circa 5.000 cani domestici solo una minima parte è stata regolarmente munita di microchip. Per cominciare ad affrontare tale emergenza sarebbe invece necessario registrare con microchip e sterilizzare l’enorme numero di esemplari randagi della zona, operazione resa al momento impossibile dalla mancanza delle strutture minime ambulatoriali di cui il comune dovrebbe, da normativa, poter disporre.

Prendendo come modello le politiche di comuni molto più sensibili del nostro e meglio attrezzati credo che sia doveroso tracciare i presupposti di una serie di misure organiche e strutturali, capaci di attivare percorsi virtuosi.

Serve, innanzitutto, istituire un “Ufficio per i diritti degli animali”.

L’Ufficio, che avrebbe il ruolo di favorire la corretta convivenza tra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, sarebbe affidato ad un Medico Veterinario o a un responsabile di comprovata competenza e sarebbe il punto di riferimento per la cittadinanza e centro di coordinamento per le problematiche relative agli animali domestici.

Le sue principali aree di intervento sarebbero: il censimento delle specie animali ed il monitoraggio delle colonie presenti nel territorio comunale; l’accettazione delle richieste di sterilizzazione chirurgica di cani e gatti in collaborazione con il Servizio Veterinario locale; la promozione di campagne adozioni di cani abbandonati in collaborazione con le Associazioni Zoofile ed Animaliste; analisi, prevenzione e contrasto del fenomeno dell’abbandono e del maltrattamento di cani e gatti; promozione dell’educazione dei cittadini possessori di animali; raccolta delle segnalazioni sulla presenza di animali randagi oltre alla consulenza per qualsiasi tematica, in materia di animali domestici.

Sarebbe importante, poi, la creazione di un canile municipale con funzioni di pensione e la realizzazione di un cimitero per animali domestici. La creazione di un canile municipale potrebbe allocarsi in un terreno ed in una struttura confiscata in via definitiva alla mafia ed assegnata al comune che la cederebbe, attraverso un bando pubblico, ad un’associazione o cooperativa di giovani che ne animerebbe il progetto. Oltre ad ospitare e promuovere l’adozione dei cani randagi, la struttura potrebbe fornire il servizio di pensione e consentire ai possessori di animali domestici di affidarli temporaneamente o stagionalmente. Questo consentirebbe di ridurre drasticamente il fenomeno degli abbandoni estivi ed il conseguente fenomeno degli animali vittime della strada.

Anche all’interno dello stesso terreno potrebbe essere ospitato il cimitero per animali domestici, un “Parco della Memoria” nel quale l’inumazione dell’animale avverrebbe in un ambiente rigorosamente progettato ma dall’aspetto fondamentalmente naturalistico. Così facendo si darebbero risposte ad esigenze igienico-sanitarie che sempre più vanno delineandosi nella legislazione attuale, concorrendo al riconoscimento di legami affettivi tra uomini ed animali. Speriamo che Monreale trovi lo spazio per queste misure, visto che non ha problemi di territorio né di carenze di patrimoni confiscati alla mafia. Sicuramente, si caratterizzerebbe, almeno in questo campo, come il comune più avanzato in materia di diritti degli animali d’affetto”.

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