Istituzione del Parco del Fiume Oreto. Vittorio Di Salvo, candidato alle primarie del PD, lancia le sue proposte

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L’istituzione del Parco del Fiume Oreto è un tema al centro del dibattito politico da tanti anni. Il 14 maggio 2010 sono state presentate all’Assemblea Regionale Siciliana 70.000 firme di studenti che chiedevano di vedere realizzato il Parco.

Dal 2002 è iniziato concretamente il percorso per arrivare alla costituzione del Parco, con la presentazione dello studio di Ecosfera. Un percorso che ha portato, nel 2011, ad un tavolo tecnico tra i comuni di Palermo, Monreale e Altofonte, durante il quale sono state fissate le linee guida per lo sviluppo di un’azione sinergica, capace di coinvolgere i comuni di Palermo, Altofonte e Monreale, la Regione, l’Università e la Provincia di Palermo che può assumere un ruolo di coordinamento e di promozione. L’estensione prevista del parco è di quindici chilometri, da Monreale passando per Altofonte fino ad arrivare a Palermo e l’obiettivo del piano non è solo il risanamento delle acque del fiume ma anche il ripristino della zona intorno al letto dell’Oreto, con il recupero del verde e delle vecchie costruzioni ed il risanamento dei ponti.

Vittorio Di Salvo, candidato alle primarie del PD per la scelta del candidato sindaco per le amministrative monrealesi del 2014, lancia alcune proposte che possano segnare un percorso virtuoso finalizzato alla valorizzazione del fiume e di tutta l’area.

DAL DEGRADO ALL’ISTITUZIONE DEL PARCO DEL FIUME ORETO

L’Oreto è un fiume lungo 19 chilometri con un bacino che scorre nella valle dell’Oreto e che si estende nei territori di Monreale, Palermo ed Altofonte. Un tempo le acque del fiume Oreto erano fonte di vita e di ricchezza per gli abitanti, ma quello che vediamo oggi è un luogo abbandonato, una discarica a cielo aperto, il regno dell’abusivismo.

Il tormentato percorso per arrivare alla costituzione del parco, è iniziato concretamente nel Maggio del 2002 quando i Comuni di Palermo, Monreale ed Altofonte siglarono un protocollo d’intesa per la riqualificazione dell’Oreto, con tanto di progetto per la realizzazione di un parco lungo le rive del fiume. Sono passati 11 anni, e tutto è fermo al 2011 quando si era arrivati alla perimetrazione dell’area protetta da tutelare e valorizzare in vista dell’istituzione del parco.

Sono del parere che l’Amministrazione Comunale abbia il preciso dovere di valorizzare un’area ed un fiume che si legano strettamente alla storia della nostra città, e dei territori circostanti e ne fanno parte integrante dal punto di vista non solo ambientale ma anche culturale. Proprio per questo ho formulato le seguenti proposte:

  Realizzazione del collettore fognario di Pioppo. Un’opera attesa da tanti, troppi anni che eviterebbe l’inquinamento del torrente Sant’Elia che convoglia le sue acque nell’Oreto;

       Incaricare, insieme agli altri Comuni interessati, la Soprintendenza BB.CC.AA., unica autorità individuata come competente, a emanare i necessari provvedimenti per l’adozione del “vincolo paesaggistico” per l’intero territorio del bacino imbrifero dell’Oreto, con esclusione dei centri urbani, che consenta il controllo di tutte le attività di trasformazione del territorio;

       Riconvocare il tavolo tecnico, fra i Comuni interessati, la Regione, l’Università di Palermo, la Soprintendenza e una rappresentanza dell’associazioni ambientaliste, per continuare il lavoro intrapreso, al fine di definire i diversi aspetti che riguarderanno la futura gestione del parco: aree da tutelare e livello di tutela; aree da risanare come scarichi fognari diretti nel fiume; aree di valenza storico-cultura e da valorizzare, percorsi di fruizione da parte dei cittadini;

       Sensibilizzazione e collaborazione con la Regione per avere uno strumento legislativo che consenta la nascita dei cosiddetti “Plis” parchi locali d’interesse sovracomunale. Proprio nei mesi scorsi, su sollecitazione di diverse associazioni ambientaliste, è stato presentato all’ARS un disegno di legge che consente l’istituzione dei  parchi locali con valenze non solo naturalistiche, ma anche storiche e paesaggistiche.

Consapevole che il percorso per arrivare all’istituzione del parco non sarà breve, ritengo che si debba continuare sulla strada della sensibilizzazione culturale e l’impegno di tutte le forze e le energie presenti nel territorio, questo è di per sé  garanzia di successo e di raggiungimento del risultato”.

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