Fontane, fontanelle, punti acqua o punti spazzatura?

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acqua park

Ogni tanto qualcuno riporta in auge la pretesa che qualcun altro indaghi, ma sembra che nessun amministratore abbia mai denunciato, se non al cittadino che lo sa già,  la scomparsa di questi che sono beni comuni. Quando qualcuno si è preso cura di qualche fontana è stato dato grande risalto alla notizia come se fosse stato un atto eroico mentre dovrebbe essere “normale amministrazione”.    

Le fontane potrebbero rappresentare un vero e proprio itinerario turistico-culturale per il nostro paese, a partire dalle fontane sulla strada Rocca-Monreale costruita nel settecento.

Su questa panoramica arteria ci sono le più monumentali fontane artistiche:

$1·         la “Fontana del Pescatore” di Ignazio Marabitti, fuori Monreale, e in territorio monrealese, sempre del Marabitti, la “Fontana del Drago” a salire verso il paese, la “Fontana ad emiciclo” sotto l’albergo dei poveri che fungeva da abbeveratorio per gli animali e, più su, la “Fontana di piazza Vittorio Veneto”.

In paese, invece:

$1·         in piazza Vittorio Emanuele, nel 1881 Mario Rutelli, fratello di Giovanni eseguì la “Fontana del Tritone” chiamata “U pupu”.

$1·         All’interno del Chiostro dei Benedettini c’è la Fontana del Chiostro”, chiamata anche la “Fontana del Re”.

$1·          All’interno dell’antivilla c’è la cosiddetta “Fontana dell’antivilla” che pare sia stata  realizzata con i resti di un antico sarcofago.

$1·          All’interno del Belvedere non possiamo ammirare più l’antica fontana omonima, perché sostituita con una, in cemento, di scarso valore artistico (molti monrealesi si chiedono, in proposito, dove siano andati a finire i pezzi della vecchia fontana).

$1·         Nel quartiere Ciambra, fino a non molti anni fa, c’erano diverse fontane, ma oggi non esistono più. I più anziani ricordano “A Crocchiola” con  la vasca a forma di conchiglia.

$1·          C’è una piccola fontana in disuso in via Palermo.

$1·         In via Umberto I c’è la fontana detta della “Collegiata”. Anticamente sopra la fontana era collocata una lapide.

$1·         In via Antonio Veneziano troviamo la fontana “U Puzziddu” del 1630.

$1·         Del 1764 è invece la “fontana ri Cannola”, nel quartiere delle Turbe.

$1·         Di molte altre fontane che hanno segnato lo sviluppo urbanistico del quartiere, non è rimasta alcuna traccia, ma una di queste si trovava in via Tavola Rotonda.

$1·         Al centro del Chiasso Monte, era situata un’altra fontana “O fonte”, mentre in salita Gentile ne esisteva un’altra detta “A Funtana” che non era monumentale, ma un semplice “punto acqua”.

$1·         Lì vicino c’era pure la “Fontana dell’orto” nelle vicinanze della Chiesa omonima.

$1·         In via Baronio Manfredi esiste ancora un’altra fontana chiamata “Vavusa e Caddozza”.

$1·         La “fontana dell’arancio”, in piazza Matteotti è di epoca fascista.

$1·         In via Ludovico Torres c’è la fontana di via Torres. Qualcuno ha inserito un mascherone che nulla sembra abbia a che fare con la fontana.

$1·         Non esiste più, invece, la fontana dell’Odigitria, fatta costruire nel 1634. Di essa, oggi esiste solo la lapide che ricorda la data e il nome dell’Arcivescovo che volle la sua realizzazione. Qualche anno fa, in una notte di temporale, gli abitanti della zona raccontano di aver visto asportare da “ombre irriconoscibili” la lapide collocata nella zona sovrastante la fontana che già non c’era più, oggi rimane solo l’antico chiodo che la sosteneva.

$1·         La fontana del Carmine risale invece al 1620.

$1·         In Chiasso Fontana Rotonda c’era una fontana di cui oggi non esiste alcun resto.

$1·         All’incrocio tra via Veneziano via Novelli e via Venero, “O Canali”, esiste un’altra fontana indicata con lo stesso nome situata al di sotto del livello stradale e alla quale si arriva per mezzo di una gradinata, piena di spazzatura e di escrementi umani che emanano un odore nauseabondo a tutte le ore del giorno.

$1·         La fontana detta “O Spasimo” è in via Venero e prende il nome dal fatto che anticamente in quel luogo venivano eseguite esecuzioni capitali di condannati, fu fatta costruire nel 1660.

Un po’ fuori paese:

$1·         Oltre la circonvallazione, in fondo ad essa e oltre il semaforo, ancora in via Venero, a destra, scorrevano le acque di Venero e c’era un bel punto acqua. Oggi è rimasta una semplice costruzione in cemento che vorrebbe ricordarla, ma sopra i punti acqua sono stati costruiti dei palazzi.

$1·         In via Pietro Novelli alta, sulla strada che porta al Cimitero, si trova la fontana dell’ “Abbiviratura”, di epoca fascista è così chiamata perché fungeva da “abbeveratorio” per gli animali.

$1·         Sempre su questa strada esiste un’altra fontana, che è detta “U Cannulicchiu”, ma di essa rimane soltanto una nuda lapide.

Queste sono le fontane che i più ricordano, ma siamo sicuri che molti altri punti acqua più o meno arredati artisticamente, siano stati nascosti da costruzioni varie. Oggi quelli che ancora esistono sono da nascondere per la vergogna e  forse è per questo che vengono utilizzati da cittadini e amministratori come “punti spazzatura”.

Chi dovrà rispondere dell’incuria e della scomparsa di tante fontane e fontanelle che avrebbero potuto essere una risorsa per la nostra città? Nessuno dovrà farci sopra la propria campagna elettorale, specialmente chi è stato delegato dai cittadini monrealesi per la gestione della “res publica”.

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