Pasta al forno

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Quando c’è profumo di pasta al forno, mio padre a dir poco, si ‘nguttuma, perché già sa che non ci sarà un secondo. Per lui non è pranzo o cena se non mangia almeno un muccuneddu di pani.

Che siano du cuccitedda d’alivi nivuri, o un pizzuddu di cacio, u cumpanaggiu e u pani, da tavola, un hannu a mancari!

Du cristianu siddu un mancia pani, si senti dipiriri sulu sulu! E ci parunu piatuse, le popolazioni nord europee, la cui alimentazione è basata principalmente sulle patate. Capaci chi su sempri giarni nta facci, propriu picchì un mancianu pani! – Nca poi, giustamente si chiede, – prima di Colombo e della scoperta dell’America ‘nsoccu pistiava sta genti?

Contestualmente, si inorgoglisce, pensando al nostro pane, che ha origini storiche molto più antiche e nobili, e che ad esso sono legati miti e leggende che affondano radici in tempi ormai lontanissimi, solo per questo iddu si sente di una cultura superiore!

Una volta, dall’alto della sua cultura greca – romana – normanna – araba – mediterranea e chi pi ne ha ne metta, fece siddiare un geologo svizzero, che ospitammo a casa, in quella occasione preparammo un contorno a base di patate, che lo svizzeretto spazzolò in un una frazione di secondo, mio padre che si assetta sempre al latu degli ospiti per accertarsi di persona che si sazino a dovere, ci cumiciò a diri: – Gianclò ti piacinu i patati! Mangè mangè, – e con la mano a cacocciolo gli faceva il segno di mettere in bocca la pietanza – Gianclò, mangè mangè, Gianclò…. prima di Cristoforo Colombo, ti insunnavi i patati! Mangè mangè!

Quel picciotto rideva, ma secondo me, anche se non capiva niente si sintia anticchia sfuttutu! Da allora non lo abbiamo più né visto né sentito sarà fuggito nella sua natale Svizzera probabilmente a smartellare le Alpi, o a cercare le sue origini gastronomiche, chissà!

Peggio pi iddu, se avesse mantenuto i contatti avrebbe assaggiato la nostra pasta al forno, che anticamente quannu a bonarmuzza da Nonna Nina, ci siddiava a camiari u furnu, sta pasta, la faceva con la carbonella: a cunzava con un ragù molto semplice e qualche pezzetto di primo sale, la incasciava nella teglia che situava sulla fornacella con i carboni ardenti, sopra la teglia appoggiava un coperchio sopra il quale metteva altro carbone acceso! A venti minuti circa, la pasta era pronta: croccante all’esterno e morbidissima dentro!

Noi, oggi la facciamo così:

Anelletti al forno

ingredienti per 4 persone.

Il ragù:

400 gr di carne tritata;

una carota;

una cipolla;

una costa di sedano;

una busta di funghi secchi;

½ bicchiere di vino rosso;

i lt di passata di pomodoro

olio q.b.

sale

pepe

una foglia di alloro.

I piselli:

1 kg di piselli freschi da sgusciare;

una cipolla bianca

olio q.b.

sale

noce moscata.

Inoltre

350 gr di anelletti;

un pezzetto di primo sale;

un pezzetto di cacio cavallo tenero;

un po’ di cacio cavallo grattugiato

100 gr di prosciutto o mortadella a cubetti, a seconda dei gusti.

Il ragù.

Mettere in un tegame l’olio, la foglia di alloro e le verdure finemente tritate lasciare appassire a fiamma bassissima e aggiungere i funghi precedentemente ammollati e sminuzzati, lasciare andare ancora a fuoco lento, quando il soffritto comincia ad avere un aspetto dorato, alzare la fiamma e aggiungere la carne, lasciare tostare a fiamma alta e aggiungere il vino, quando il vino sarà evaporato aggiustare di sale e di pepe e aggiungere la passata di pomodoro. Lasciare cuocere a fiamma lenta per circa due ore (se il ragù dovesse asciugare troppo aggiungere un po’ d’acqua).

I piselli.

Tritare finemente a cipolla, lasciarla riscaldare a fiamma bassa per pochi secondi e aggiungere i piselli appena sgranati e lavati, mettere sale e noce moscata grattugiata, lasciare cuocere lentamente, mescolando spesso.

Appena cotti, i piselli si aggiungono al ragù e si lascia insaporire il tutto per circa cinque minuti, sempre a fiamma bassa.

La pasta.

Cuocere gli anelletti, con abbondante acqua salata, appena cotti, versarli in una terrina nella quale abbiamo spezzettato i formaggi e aggiunto la mortadella, amalgamiamo il tutto aggiungendo il ragù e il cacio cavallo grattugiato.

Impostare, la pasta nella teglia e ricoprire con uno strato di ragù. Fatto ciò, si mette un foglio di alluminio a mo di coperchio e si passa nel forno riscaldato precedentemente a 250° . Dopo circa 20 minuti togliere l’alluminio e lasciarla gratinare per altri 10 minuti circa.

Sfornare e portare in tavola!

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