Salvatore Leto, un parco giochi per i bambini negli spazi inutilizzati della scuola Pietro Novelli

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Lato-Est“Chi è genitore di bambini piccoli sa bene quanto sia necessario un luogo o una struttura dove poterli portare a giocare. Sono strutture che, oltre a semplificare la vita a mamme e papà (non di rado anche ai nonni), rendono soprattutto felici i bambini. Personalmente ho portato più volte i miei figli a Palermo in apposite strutture a pagamento.

Realizzare un parco giochi in un luogo pubblico e facilmente raggiungibile, non è un’impresa impossibile, è però necessaria la consapevolezza della sua importanza. Serve inoltre un po’ di buona volontà, un minimo di capacità amministrativa, un po’ di fantasia e l’amore per i bambini che è la più potente spinta motivazionale.

Senza pensare a progetti faraonici, oggettivamente irrealizzabili (se non altro in tempi brevi), ho ritenuto utile focalizzare l’attenzione su strutture o luoghi pubblici facili da attrezzare. Le soluzioni potrebbero essere diverse. Grazie alla “legge La Torre” si può ipotizzare anche l’utilizzo di immobili e terreni confiscati alla mafia, che di certo non mancano considerata anche la superficie del nostro vastissimo territorio.

A titolo di esempio, voglio fantasticare su un luogo caro e ricco di ricordi per ogni monrealese: la scuola elementare “Pietro Novelli”. Parto da questo luogo perché è quello che mi convince e affascina maggiormente. Lo faccio con la speranza che possa davvero rappresentare un modello, un metodo, nella forma e nel contenuto, senza tuttavia avere la pretesa di rappresentare un progetto definitivo ma una proposta perfettibile. Sono quindi graditi e opportuni consigli per migliorarne la realizzabilità, la natura e la qualità stessa.

Occorre impegnarsi, ed io lo farò senz’altro per far utilizzare lo spazio circostante il plesso scolastico. Mi auguro che in tal senso ci sia disponibilità e collaborazione da parte della amministrazione scolastica, ma anche dell’attuale uscente amministrazione comunale. Mi piacerebbe attrezzare, come è possibile vedere nei fotomontaggi allegati, sia la parte cementata che quella adibita a verde, ovviamente curandole ed adeguandole alla bisogna. Il Parco Giochi, sarebbe fruibile in ore non scolastiche: nei pomeriggi feriali, nelle giornate di sabato, domenica e festivi. A tempo pieno durante le vacanze scolastiche.

Lo spazio interessato ha le caratteristiche che servono ad una piccola struttura di giochi di socializzazione primaria all’aperto per bambini. Se non altro perché è già adeguato, protetto e sicuro. Inspiegabilmente, questo spazio, oggi, è un non-luogo, molto meno che un posto sottoutilizzato, anzi, molto peggio: questo giardino/spiazzale è percepito come totalmente estraneo alla città, sebbene sia pienamente di proprietà comunale e quindi di tutti i cittadini monrealesi.

Panoramica-1.2

Costruire questo luogo non sarebbe affatto un’utopia e rappresenterebbe una occasione per porre le basi concrete, fin dall’età più tenera e sensibile, della rinascita del senso e dello spirito di comunità che nella nostra città è ormai quasi scomparso. Un complesso di giochi fatto di un paio di altalene, un paio di scivoli lineari e a spirale, una giostra, una pertica, un muro per le arrampicate. Tutto questo non dovrebbe costare molto più di 5.000 €uro. Anche le spese di funzionamento e gestione sarebbero minime. Siamo cioè in presenza di spese tutt’altro che proibitive o impossibili.

Qualcuno opporrà certamente l’obiezione della ormai cronica mancanza di fondi nelle casse comunali. Ammesso e non concesso che sia motivo per non ragionare su installazioni così utili, quella di cui parliamo è davvero una cifra facilmente reperibile. In caso non lo fosse, perché nel bilancio comunale non è previsto nulla (ovviamente, perché il tema non è forse mai stato preso in considerazione da questa amministrazione), sono certo che perfino i bambini sarebbero disposti a contribuire.

Le risorse occorrenti, potrebbero essere anche recuperate mediante l’istituzione di una Kids Card che assicurerebbe altri servizi e sconti in negozi convenzionati con sponsor e partner del parco giochi.

Le risorse professionali potenzialmente ci sono. Si potrebbe attingere (previo interpello) tra il personale comunale, magari ottimizzando l’utilizzo di qualche lavoratore precario co un possibile aumento di ore lavorative. In alternativa la gestione del servizio potrebbe essere affidata in convenzione ad un’associazione o ad una cooperativa. In molte regioni del centro Italia questo è un modello ben rodato e funzionante e credo valga la pena approfondirlo e perché no, emularlo.

Recita un antico proverbio indiano: “Se uno sogna da solo è solo un sogno. Se molti sognano insieme è l’inizio di una nuova realtà”.”

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