Editoriale

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La foto incriminata è stata definita una “non notizia”. Non posso che dare loro ragione, dato che l’immagine stigmatizza una situazione ben nota, all’interno e all’esterno del partito stesso, e non contribuisce ad apportare altra informazione. E se la fotografia ha suscitato un sentimento unitario all’interno del partito non posso che essere soddisfatto della scelta editoriale. Mi auguro però che le dichiarazioni autorevoli apparse non siano un modo per dissimulare faziosità e tatticismi interni al partito per salvarne l’apparenza, e che la fotografia pubblicata possa realmente aprire una discussione all’interno del partito che possa condurre, con chiarezza e trasparenza, ad avviare un percorso politico e programmatico serio che coinvolga le varie anime del PD.

La situazione locale del partito non è altro che speculare di quella nazionale, quella di un partito vittima di lotte intestine, a beneficio degli avversari. Di un partito che sa perdere le elezioni anche quando dovrebbe “vincere facile”. E la foto scattata a Monreale, con le dovute proporzioni, equivarrebbe a quella di un D’Alema fotografato al fianco di Berlusconi al matrimonio della figlia Marina. Quali sentimenti susciterebbe, sarebbero legittimi?

 Il PD monrealese è una forza politica importante, arricchita dalla presenza di tanti soggetti, storici ma anche nuovi, che possono arricchire il dibattito politico. La presenza di varie correnti è pure motivo di vanto se ciò significa un modo diverso di interpretare l’azione politica e di fornire il proprio contributo, purché ciò avvenga all’interno di un unico e condiviso progetto politico. La presenza invece di fazioni, ognuna con un proprio progetto occultato e alternativo a quello dell’altra, diviene causa di una lotta fratricida che apporta vantaggio all’esterno e vanifica il compito essenziale del partito, che deve essere di contribuire alla crescita sociale del paese. 

La fotografia pubblicata, poco importa se scattata ad una festa di compleanno piuttosto che ad un torneo di briscola, è stata volutamente provocatoria e ha voluto innescare un dibattito che deve portare le varie componenti del partito, ma soprattutto i suoi dirigenti, a fare chiarezza. Pena un’immagine disgregata e soprattutto una progettualità ambigua e non convincente per un partito chiamato oggi, a Monreale, a diventare forza di governo.

Luigi Gullo

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