Salvino Caputo si dimette dalla Commissione Antimafia all’Ars e rischia l’ineleggibilità

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Una settimana fa Salvino Caputo veniva condannato ad 1 anno e 5 mesi di reclusione per tentato abuso d’ufficio (Vedi articolo) e, poco dopo, eletto segretario della Commissione Antimafia all’Assemblea Regionale Siciliana. L’elezione era avvenuta con 8 voti contro i 7 voti del deputato grillino Giorgio Ciaccio. 

Adesso è proprio il Movimento Cinque Stelle a sollevare un polverone sul deputato monrealese: secondo i grillini, infatti, in seguito alla condanna vi sono tutti i presupposti per dichiarare la sua ineleggibilità in virtù degli artt.7 e 8 del decreto legislativo 235 del 31 dicembre 2012, i quali non permetterebbero a coloro che hanno riportato condanne definitive per reati previsti anche dall’art. 323 del codice penale (abuso d’ufficio) di ricoprire cariche pubbliche.

 
L’ineleggibilità dovrebbe comunque essere decisa dalla Commissione per la Verifica dei Poteri e dovrebbe tener conto della sentenza che deve essere ancora depositata in Cassazione. Solo dopo sarebbe l’Assemblea a dover votare la decadenza dell’ex sindaco di Monreale.
Tutto ciò dipenderebbe, inoltre, anche dell’interpretazione della legge. 
La questione, quindi, sembra abbastanza intricata.

Intanto, però, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha comunicato che Salvino Caputo si è dimesso dalla segreteria della Commissione Antimafia all’Ars, lasciando così la possibilità al M5S di entrare a far parte del consiglio di presidenza della stessa.

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