Abusi sugli animali,l’amministrazione denunciata alla procura della Repubblica

0
Immobiliare Max

L’episodio più raccapricciante è la morte del cane di un soggetto arrestato qualche giorno fa; l’animale sarebbe morto di fame e sete all’interno di un magazzino del comune. Vengono segnalati, inoltre, gravi casi in cui animali sarebbero spariti in seguito alla presa in custodia del comune.

Riportiamo integralmente il testo dell’esposto denuncia alla Procura della Repubblica.

– Il pastore tedesco affidato in custodia ai Comune di Monreale, a seguito dell’arresto del suo affidatario, abitante in via fondo Cangemi n. 6, è stato rinvenuto all’interno del locale comunale dell’acetilene, da definire lager”, dopo diversi giorni di abbandono, in un piccolo spazio angusto, buio, umido, sotto la pioggia e con la presenza di escrementi e topi, morto di stenti, per fame e per sete e smaltito probabilmente all’interno di un cassonetto di rifiuti posto nei pressi;

– la Stazione Carabinieri di San Martino delle Scale nella mattinata del 6/5/2013 ha richiesto l’intervento degli addetti del comune di Monreale, per recuperare un cane definito probabile mordace. Ricevuta la notizia lo scrivente richiedeva notizie al personale intervenuto della polizia municipale e dell’Ufficio A.G.P.T. comunale che assicurano, nelle giornate del 6,7 e 8 corrente che il cane si trovava in custodia presso il predetto locale, tra l’altro non idoneo all’uso, senza però che a seguito di continua richiesta mi venisse fatto vedere. Nella mattinata dell’8 corrente, a seguito di ulteriori accertamenti, si veniva a conoscenza che cane era sparito subito dopo essere stato portato presso il predetto locale;

– con nota 27/2/2013 diretta anche alla Stazione Carabinieri di Pioppo si denunciava la presenza di un cadavere cane adagiato ai margini della carreggiata ai Km 11.6000 della SS 186, vittima di incidente stradale. Lo stesso dopo sollecitazioni della predetta Autorità di Polizia all’autorità comunale veniva rimosso dopo diversi giorni, senza lasciare traccia dello smaltimento.

Poiché tali singoli episodi rappresentano un campione del “modus operandi” che si protrae ormai da anni, a seguito anche delle direttive verbali e “sbrigative” delle amministrazioni Di Matteo e Gullo, totalmente inadempienti di fronte alle leggi in materia, si prega voler esperire delle indagini, per conoscere che fine hanno fatto i centinaia di cani e cuccioli randagi recuperati o deportati nell’ultimo decennio, senza essere microcippati per conto del Comune, per consentirne la identificazione e la tracciabilità, come previsto dalle leggi nonché i cadaveri animali deceduti a seguito di avvelenamenti di massa o per malattia.

Ciò è possibile, almeno per quelli documentati, attraverso dei controlli cartacei incrociati. Per quanto sopra si chiede di perseguire penalmente i responsabili diretti e indiretti, comunicando l’esito del procedimento ai sensi dell’art. 408 del c.p.p .

Adesso quindi l’amministrazione dovrà difendersi dalle gravi accuse inviate alla procura della Repubblica dall’associazione UNA. Sicuro è che, se davvero venissero provati i fatti riportati nell’esposto, ci sarebbero pesanti responsabilità degli amministratori.

Ricevi tutte le news

Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.