“La Sicilia di Radici del Sud” presentata ieri a Monreale

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Si è aperta ieri pomeriggio a Monreale, per il secondo anno consecutivo, la manifestazione “La Sicilia di Radici del Sud”, un’anteprima regionale di Radici del Sud, il Salone dei vini autoctoni meridionali che si terrà in Puglia dal 5 al 10 giugno.

All’interno del “Giardino degli aranci”, i gestori Angela e Sergio Citizeno hanno sapientemente disposto tra gli alberi di arancio i vari stand dove è stato possibile degustare una buona rappresentanza della produzione vinicola siciliana. A fare da cornice la splendida Conca D’oro.

Organizzatrice e madrina dell’evento Francesca Tamburello, che ha voluto sottolineare l’importanza di questa manifestazione, grande vetrina per i vini del sud Italia. Due anni fa le cantine siciliane aderenti al Salone pugliese sono state 14, l’anno scorso solo 8, ma quest’anno la Sicilia sarà rappresentata da ben 22 cantine.

Francesca Tamburello ha spiegato come anche la Sicilia negli ultimi anni sia riuscita a posizionarsi al centro dei riflettori dei buyers internazionali, al pari di altre più blasonate regioni del sud Italia.

“Si è voluta focalizzare l’attenzione sui vini autoctoni del sud e sulla tipicità del territorio in tutte le sue espressioni”.

A testimoniare l’importanza che si è voluta dare alla produzione locale, l’organizzazione ha voluto associare al vino un “cibo di strada”, il panino con la milza, coreograficamente offerto da “Ninu ‘u ballerinu”, che con grande naturalezza è stato accostato ai vini bianchi e rossi.

In serata la degustazione dei rosati, che hanno accompagnato i cibi della tradizione siciliana: caponate, verdure fritte, panelle e pasta con broccoli “arriminati”. Franco Giliani, uno degli ideatori del concorso Radici del Sud, ha illustrato come dei buoni vini rosati stanno guadagnandosi un meritato spazio tra i più tradizionali bianco e rosso. Giliani ha consigliato la scelta del rosato anche al posto della birra per accompagnare un piatto tipico italiano, la pizza.

“Anche se si fanno ottimi vini con i vitigni internazionali, con Nicola Campanile e Luciano Pignataro – ha dichiarato Franco Giliani – abbiamo fatto una scelta di campo, abbiamo voluto accendere i riflettori sui vini autoctoni, che sono la grande ricchezza di tutte le regioni del sud”.

La manifestazione pugliese ha preso il via otto anni fa, presenti solo i vini provenienti da Puglia e Basilicata. Nel corso degli anni si è allargata alle altre regioni del Sud. 5 giorni con persone provenienti da tutto il mondo, giornalisti, assaggiatori, sommelier, opinion leaders, che assaggiano i vini delle aziende partecipanti. Il crescente successo della manifestazione è decretato dalla presenza di ospiti provenienti da tutto il mondo, Stati uniti, Giappone, Cina, Gran Bretagna”.

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