Eutanasia legale: anche a Monreale si può lottare per il diritto alla morte

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L’eutanasia è l’atto con cui, per evitare ulteriori sofferenze (fisiche e psichiche), si pone fine alla vita di una persona che è inevitabilmente compromessa da una malattia incurabile.

In Italia questo diritto è negato. Il nostro ordinamento, infatti, prevede che in generale “chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno” (art. 575, codice penale).

In particolare, se l’eutanasia è attiva, cioè se si compiono atti che accelerano la morte (ad esempio, si somministra un farmaco mortale), la legge italiana stabilisce che “chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni” (art.579, codice penale).

Se, invece, l’eutanasia è passiva, cioè se si interrompono le cure e le terapie necessarie a tenere in vita il malato terminale, la legge italiana permette di evitare l’accanimento terapeutico sul paziente. L’art. 32 della Costituzione stabilisce che il paziente dovrà aspettare la morte naturale, poiché “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

Un terzo caso riguarda il suicidio assistito, che avviene quando il medico si limita a fornire i farmaci mortali al paziente, lasciando che sia lui a decidere. In Italia, il codice penale (art.580), stabilisce che “chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima”.

In Italia, inoltre, non è neanche riconosciuto legalmente (anche se può essere preso in considerazione dal medico) il testamento biologico, cioè la capacità data a qualsiasi persona, in condizioni di lucidità mentale, di esprimere la propria volontà in merito alle terapie che intende (o non intende!) accettare nel caso in cui si dovesse trovare in una condizione di incapacità. Ciò non vieta comunque ad alcuni comuni italiani (e tra questi non vi è Monreale) di istituire i “Registri dei testamenti biologici”.

Da anni migliaia di persone si battono per il diritto alla morte e per il testamento biologico, dovendo contrastare la forte influenza della Chiesa nelle decisioni delle nostre istituzioni. Secondo il Catechismo della Chiesa cattolica, infatti, “essa (l’eutanasia) è moralmente inaccettabile. Così un’azione oppure un’omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L’errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere”. 

In questi giorni, e fino a metà settembre, è comunque possibile firmare, presso l’ufficio elettorale, una proposta di legge di iniziativa popolare chiamata “eutanasia legale“, con la quale si chiede che vengano legalmente rispettate le decisioni di ciascun cittadino in materia di trattamenti sanitari, incluso quindi anche il ricorso all’eutanasia e al testamento biologico.

Per garantire a tutti la libertà di decidere della propria vita, senza invadere la libertà degli altri.

La Redazione di FiloDiretto si schiera fermamente a favore di questa proposta e, pertanto, invita i suoi lettori a sottoscrivere questa legge.

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