Inadempienze nella lotta al randagismo: l’associazione UNA presenterà un esposto contro il Comune di Monreale

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Da più di un anno il problema del randagismo a Monreale sembra non far dormire sonni tranquilli ai numerosissimi animalisti del nostro paese. Un problema che, nonostante le continue sollecitazioni, non ha trovato risposta da parte dell’amministrazione comunale, che sembra non dargli particolare importanza. 
Dopo la costituzione dell’associazione UNA (Uomo-Natura-Animali), gli animalisti monrealesi hanno deciso di inviare una lettera al Sindaco e agli assessori, alla Polizia Municipale, all’Ufficio A.G.P.T del Comune e ai Carabinieri.
La lettera, firmata da Giuseppe Lo Vecchio, riassume in tre pagine ciò che è stato fatto negli ultimi tempi dall’Amministrazione, accusata di non essere intervenuta in modo organico, ma solo attraverso interventi sporadici e non in linea con la legge, come per esempio le deportazioni e gli avvelenamenti.
Accuse forti che vengono da chi si è dovuto sostituire in toto alla stessa, facendo anche notevoli sacrifici economici (circa 8000 euro le spese), per amore degli animali.

Per questo motivo, l’Associazione chiede ufficialmente all’Amministrazione comunale, e quindi al Sindaco, di emanare subito un’ordinanza o avviso in merito alla microcippatura dei cani tenuti in affidamento e di mettere subito a disposizione un idoneo locale libero dell’ex mobilificio “Mulè”, in cui l’unità operativa veterinaria del Presidio Sanitario dell’ASP di Palermo possa svolgere questa attività, oltre che dare assistenza sanitaria primaria agli animali.
In seguito, chiede di fare entrare al più presto in funzione, con i 115mila euro già stanziati, un rifugio sanitario con ricovero nei pressi di Portella della Paglia.

Per quanto riguarda il rifugio sanitario, però, è giusto ricordare che l’amministrazione aveva già emanato in passato una delibera, che però era stata considerata illegittima per un vizio non proprio irrilevante: il locale identificato idoneo ad accogliere il rifugio era troppo vicino alle abitazioni.

Nella lettera viene anche precisato che “l’associazione, non trovando altra alternativa, sta valutando e si riserva di presentare dettagliato esposto denuncia all’Autorità Giudiziaria, non solo nei confronti del Comune di Monreale, capofila dell’inadempienza, ma anche nei confronti dei comuni della provincia e poi della Regione che nonostante abbiano incassato, da oltre sette anni, la somma necessaria per la realizzazione di rifugi sanitari, ne hanno fatto altro uso”.

Infine, però, arriva un messaggio estensivo: l’associazione infatti si rende comunque disponibile ad una collaborazione con il Comune, attraverso l’istituzione di un tavolo di lavoro, per risolvere questo problema.

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