Attentato a Palazzo Chigi, Giuseppe Giangrande ricoverato in prognosi riservata

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ORE 20.00

Giuseppe Giangrande, come riporta il bollettino medico dell’ospedale Policlinico Umberto I, è uscito da un’ora dalla sala operatoria, dopo tre ore sotto i ferri del Professor Santoro e della suo team. Secondo la nota dell’Ospedale c’è “un interessamento importante del midollo spinale” per cui è stato sottoposto a “intervento neurochirurgico d’urgenza di laminectomia decompressiva, riparazione della dura madre e rimozione di frammenti ossei endocanalari”.
Il militare è adesso ricoverato nel reparto terapia intensiva di neurochirurgia e la prognosi sarà riservata per le prossime 72 ore, “quoad vitam”. Il danno al midollo spinale è definito “importante”, ma ancora non è noto se questo inciderà sulla futura ed eventuale attività motoria di Giangrande, da valutare in seguito allo scioglimento della prognosi. Accanto a lui la figlia 23enne insieme ad altri parenti.

Il proiettile (estratto) ha leso la colonna vertebrale, secondo quanto riportato nel primo bollettino medico. Mentre il collega ha riportato una frattura a una gamba ma anche le sue condizioni non destano eccessive preoccupazioni.

I due Carabinieri fanno parte del sesto reggimento mobile del battaglione Toscana dei carabinieri.

Secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto, Luigi Preiti è arrivato da piazza Montecitorio in direzione di piazza Colonna e ha sparato contro i due carabinieri davanti alla camionetta ferma all’angolo del palazzo che ospita il quotidiano «Il Tempo». All’improvviso Preiti ha estratto la pistola e ha sparato proprio all’indirizzo dei due militari, provocando un fuggi fuggi tra la folla spaventata che passeggiava nella zona. In base alle prime ricostruzioni investigative, Preiti avrebbe sparato per uccidere.

Il brigadiere Giangrande è stato portato immediatamente al policlino Umberto I dove è arrivato alle ore 12:03. Dai primi accertamenti clinici è emerso che il proiettile esploso da Luigi Preiti ha raggiunto il militare alla regione laterale del collo, a sinistra, con foro di uscita «non apprezzato», come tecnicamente si dice quando non lo si individua con certezza.

Altri accertamenti sono in atto e si stanno verificando l’opportunità, ovvero l’urgenza, e i tempi di un eventuale intervento chirurgico. I sanitari dell’Umberto I non si sono pronunciati sull’evolversi della situazione clinica, vale a dire se appunto il militare potrà recuperare completamente oppure quella lesione potrebbe rivelarsi dalle conseguenze permanenti. È una lesione importante, hanno riconosciuto i medici.

Vedovo da due mesi il brigadiere, Giuseppe Giangrande, è nato a Monreale e vive a Prato da anni. Ha una figlia di 23 anni, che si è subito messa in viaggio per Roma.

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