ARRESTI NEL TERRITORIO MONREALESE: INTERVISTA AL SINDACO FILIPPO DI MATTEO E ALL’ASSESSORE ALLA LEGALITA’ MARCO INTRAVAIA (IL VIDEO)

0
acqua park

Il triste risveglio di lunedì, per la città di Monreale, ha fatto destare tanti cittadini dall’illusione di vivere in una cittadina pacifica, per tornare alla consapevolezza di vivere in un territorio in cui il fenomeno mafioso è lungi dall’essere sconfitto. Se l’arresto di alcuni individui è stato, per molti, scontato, “questione di tempo”, ha destato molta sorpresa in tanti cittadini monrealesi vedere sui giornali la foto di alcuni concittadini “della porta accanto”. Tanto rispettabili sono le famiglie di appartenenza che qualcuno ha pensato addirittura che ci si potesse trovare dinanzi ad un errore giudiziario.

Di fatto, quello di Monreale si conferma un territorio ad alta densità mafiosa. Già nel 2008 alcuni monrealesi erano stati implicati nell’operazione Perseo, che, ricordiamo, portò a 99 arresti nella provincia di Palermo.

Qualche anno fa il comune ha inoltrato ai commercianti un questionario, nel quale si chiedeva, in modo anonimo, di dichiarare se fossero mai stati oggetto di pressioni criminali. Come ci racconta il sindaco nella seguente intervista, un solo commerciante ha compilato ed inviato il modulo. Tutti gli altri hanno preferito tacere. Omertà? Mancanza di fiducia nelle istituzioni?

La scuola di Monreale è da sempre impegnata a tenere i bambini e i ragazzi monrealesi lontani dalla sottocultura mafiosa. Affrontare l’aspetto culturale è certamente fondamentale.

Più complicato è intervenire sui giovani già reclutati dall’organizzazione criminale, che, con più celerità dello stato, riesce a dare risposte alle loro richieste di lavoro.

Abbiamo chiesto al sindaco Filippo Di Matteo e all’assessore con delega alla legalità Marco Intravaia come l’amministrazione affronta il fenomeno mafioso nel territorio. Un primo elemento per affrontare un problema è conoscerne la dimensione.

Il sindaco ammette di non disporre di dati statistici sulla presenza del fenomeno mafioso nel nostro territorio. Non è nota la percentuale di commercianti che pagano il pizzo, né quella di imprese che versano tangenti per potere lavorare, né quella di aziende che siano state soggette ad atti intimidatori.

E’ inoltre difficile pensare che anche lo stesso comune di Monreale non sia stato, nel tempo, preso di mira da richieste illegittime. Ma Di Matteo lo esclude categoricamente.

Ricevi tutte le news

Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.