MONREALE: AL VIA LA ROTAZIONE DI 24 DIPENDENTI COMUNALI

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Questo Codice rappresenta una sorta di codice comportamentale del pubblico dipendente, ove sono indicate alcune regole alle quali attenersi, sia per il buon funzionamento dell’amministrazione che per garantire l’impermeabilità del sistema amministrativo ai fenomeni mafiosi e corruttivi. Una sorta di “manifesto in itinere” per la prevenzione dai fenomeni criminali e per lo sviluppo della trasparenza nelle pubbliche amministrazioni, perché, come si legge nel primo rapporto al Parlamento presentato nel febbraio 2009 dal Servizio anticorruzione e trasparenza del Ministero della Funzione Pubblica, “la trasparenza è l’antidoto della corruzione e prevenire è meglio che reprimere perché costa meno in termini sia economici che sociali”.

Al momento sono 24 i dipendenti comunali spostati in altre aree. Coinvolti il Settore Cultura, la Polizia Municipale, l’area Ville e Giardini, l’area Promozione e Gestione del Territorio, gli Affari Generali e  le Risorse Finanziarie.

Il provvedimento, fa sapere l’ufficio stampa del Comune, “così come l’ha definito il sindaco Di Matteo, è volto a migliorare la qualità dei servizi e nello stesso tempo a dare applicazione al codice Vigna, adottato dalla giunta nei mesi scorsi. Il primo cittadino, inoltre, ha invitato il personale comunale ad osservare il codice etico e di comportamento contenuto nel Regolamento degli Uffici e dei Servizi del Comune, con l’obbligo di diligenza, lealtà e imparzialità”.

“Ogni dipendente – ha dichiarato Di Matteo – deve assicurare il rispetto della legge e perseguire esclusivamente l’interesse pubblico. Non deve svolgere alcuna attività che contrasti con il corretto adempimento dei compiti d’ufficio e si deve impegnare ad evitare situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all’immagine della pubblica amministrazione”.

Nel codice etico è contenuta anche la regola che ciascun dipendente deve dare comunicazione al dirigente dell’ufficio dell’adesione ad associazioni o ad organizzazioni, ed infine ha l’obbligo di astenersi  dal partecipare all’adozione di decisioni o attività che possano coinvolgere interessi propri o dei familiari.  I dipendenti, al fine di verificare l’esistenza di eventuali conflitti d’interesse, saranno tenuti a compilare un questionario somministrato dal comune, dove dovranno dichiarare se esistono rapporti di collaborazione trattenuti al di fuori dell’Ente, oltre ad elencare le attività svolte dai loro conviventi. Infine, nel codice è chiesto di dare comunicazione tempestiva all’Ente di eventuali procedimenti di prevenzione o penali per reati commessi.

Questo Codice rappresenta una sorta di codice comportamentale del pubblico dipendente, ove sono indicate alcune regole alle quali attenersi, sia per il buon funzionamento dell’amministrazione che per garantire l’impermeabilità del sistema amministrativo ai fenomeni mafiosi e corruttivi. Una sorta di “manifesto in itinere” per la prevenzione dai fenomeni criminali e per lo sviluppo della trasparenza nelle pubbliche amministrazioni, perché, come si legge nel primo rapporto al Parlamento presentato nel febbraio 2009 dal Servizio anticorruzione e trasparenza del Ministero della Funzione Pubblica, “la trasparenza è l’antidoto della corruzione e prevenire è meglio che reprimere perché costa meno in termini sia economici che sociali.

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