LUIGI D’ELISEO: L’APPROVAZIONE DELLA DELIBERA “SALVA ENTI” ERA UN ATTO DOVUTO.

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D'EliseoCon la mia astensione ho contribuito a farla approvare.

Luigi D’Eliseo è consigliere comunale dal 2007 e componente della commissione bilancio. Candidato come capolista dell’U.D.C. alle amministrative del Comune di Monreale del 2009, nel 2011 aderisce al Gruppo Misto.

Così scrive:

<Ho letto numerose interviste rilasciate dopo il Consiglio Comunale del 27/12/2012, seduta durante la quale si è approvata la delibera di adesione al cosiddetto decreto “Salva Enti”. Non comprendo i toni adottati soprattutto dall’Amministrazione, chi ha parlato di “giornata storica”, chi ha parlato di nascita di un “Comune nuovo” e chi si affretta a dichiarare di un percorso nuovo verso un risanamento guidato di cui saremo noi stessi artefici. In realtà, l’approvazione della delibera era un atto dovuto, certificata l’impossibilità di poter far arrivare in Consiglio un progetto di bilancio di previsione in equilibrio, l’unica procedura utile ad evitare il dissesto finanziario per Ente, non vi è alcuna portata storica nella delibera approvata. Non vi sarà affatto un Comune nuovo, l’Ente rimarrà anche domani quello di ieri se la voglia di cambiamento non verrà espressa con atti concreti, basti pensare che il disavanzo (debito) del bilancio 2012 dovrà essere spalmato nei bilanci successivi. Infine, voglio aggiungere che ogni amministratore è sempre stato artefice per la propria quota del destino dell’Ente, non bisognava mica aspettare l’approvazione di qualsivoglia delibera. Spero che nell’immediato futuro, l’Amministrazione ponga in essere tutte le iniziative volte al risanamento del bilancio, che non vadano nella direzione dell’aumento della pressione fiscale per i cittadini. Per concludere voglio auspicare che l’Amministrazione non scelga di attingere al fondo di rotazione messo a disposizione dallo Stato, in quanto la prima conseguenza sarebbe l’aumento al massimo della pressione fiscale per tutti i cittadini, in quel caso l’Esecutivo troverà la mia ferma opposizione (così come già dichiarato nel corso della seduta consiliare). Per salvare la Città occorre che la stessa mantenga un minimo di vitalità economica e l’attuale pressione fiscale sta già mettendo in grave difficoltà gli esercenti ed il ceto medio>.    

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