SICILIA: PIATTAFORMA MILITARE A SOVRANITÀ LIMITATA

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La Sicilia si sta trasformando in una vera e propria base milita-re U.S.A. centrale per la strategia militare dei conflitti del nostro tempo e avanguardia dei più moderni e inumani strumenti di guerra.

Strumenti sempre più virtuali nella gestione di chi attacca ma sempre più atroci negli effetti che sortiscono, innumerevoli vite stroncate con un solo clic dai computer delle moderne basi militari che guidano droni (aerei da guerra senza pilota, già in opera a Sigonella) come si fa con i più banali videogiochi, con la differenza che questi “giocattoli” sono mezzi per armi reali e devastanti, da quelle con-venzionali a quelle chimiche e nucleari. Affinché tali armi siano efficaci è neces-sario coprire l’intero globo terrestre con  una rete satellitare in grado di permet-tere a questi strumenti di morte teleco-mandati di raggiungere ogni angolo del pianeta. A tal fine nel 2007 la Marina mi-litare degli Stati Uniti ha messo a punto un piano di dislocazione di quattro sta-zioni di terra per il controllo satellitare poste ai quattro angoli del pianeta: due negli Stati Uniti (Virginia e Hawaii), una in Australia e una in Europa, in Sicilia (Niscemi). Come si legge nel dettagliato studio di Antonio Mazzeo,  “Un Eco MUOStro a Niscemi” (ed. Sicilia Punto L), già il 9 marzo 2006 (con conferma definitiva del 31 ottobre dello stesso anno) il  Ministero della Difesa aveva autorizzato la costruzione del Mobile User Objective System (MUOS) in Sicilia, stazione terrestre di pro-prietà esclusiva delle forze armate statunitensi, senza che tale ope-ra fosse mai stata discussa né in Consiglio dei Ministri né in Par-lamento. Nonostante la scientifica operazione di mistificazione e  occultamento di dati e notizie relative a tale progetto, la costruzione  del MUOS ha suscitato la resistenza della popolazione residente nei dintorni della riserva naturale della Sughereta, dentro la quale sono stati avviati i lavori di costruzione del MUOS, ormai quasi a  compimento, consapevole del notevole impatto ambientale e delle  gravi conseguenze per la salute degli stessi residenti dovute all’al-tissima frequenza delle onde delle gigantesche antenne del MUOS. Il 4 settembre 2012 il dott. Massimo Coraddu e il prof. Massimo  Zucchetti del Politecnico di Torino, incaricati dal Comune di Ni-scemi per una consulenza tecnica sui rischi della costruzione del MUOS, denunciano l’ostruzionismo che hanno subito e scrivono una lettera di chiarificazione che concludono così: “Una prima ana-lisi della documentazione, ancora incompleta e ottenuta per via informale, sembra confermare le nostre più pessimistiche considerazioni riguardo l’attuale livello delle emissioni della base NRTF-Niscemi, e i rischi associati all’entra-ta in funzione dell’ulteriore sistema MUOS. […] Sollecitiamo le autorità responsabili  della salute e della sicurezza dei cittadini di Niscemi e delle località limitrofe a fare chiarezza sulle responsabilità riguardo ai comportamenti omissivi del passato; a ot-tenere in tempi rapidi e a rendere pubblici tutti i documenti prodotti da ARPA Sicilia e da altri eventuali soggetti coinvolti e che riguardano le emissioni dell’attuale base NRTF-Niscemi e del MUOS in via di rea-lizzazione”. E’ chiaro che è in atto una vera e propria cessione di autorità politica e ter-ritoriale a vantaggio degli Stati Uniti (unici proprietari del MUOS. L’Italia e persino la NATO non avranno diritto di accesso alla base militare), che prescinde da qualunque principio democratico a scapito anche dei più elementari diritti alla salute e alla salvaguar-dia dell’ambiente, coerentemente con il ruolo di frontiera invalicabile sempre più militarizzata che si vuole attribuire alla Sicilia, già isola di detenzione per migranti colpevoli solo di avere un passa-porto non europeo, bagnata da un mare tragicamente colmo dei cadaveri di chi non ce l’ha fatta. Di fronte a tutto ciò urge una mobi-litazione di massa di tutti coloro che non sono disposti a sopportare  tale sopruso, bisogna sostenere e promuovere le decine di comitati  NO-MUOS già nati in Sicilia e costituirne di nuovi dove non ce n’è. A tal proposito segnalo la costituzione del comitato NO MUOS di  Palermo; per informazione scrivere a nomuospalermo@gmail.com.

di Luciano Rizzuti

 

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