VENUTO AL MONDO [il film] DUE RECENSIONI A CONFRONTO

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A pochi giorni dalla discutissima uscita nelle sale della versione cinematografica di “venuto al mondo” proponiamo due brevi spunti di riflessione:

uno da chi ha amato il romanzo sin dall’eco evocata nell’immaginario dalla prima parola stampata e il secondo da chi non ha retto il mare di disperazione da cui improvvisamente emerge una storia di amore e di vita.

 “Venuto al mondo” è un romanzo che strazia l’anima nel mero senso della parola. È un romanzo che invita il lettore a riflettere anche sulle sfumature della vita impercettibili all’occhio umano. Racconta di un amore sublime, di quell’amore che ti travolge e ti scaglia in un universo di emozioni che mai avresti immaginato esistessero…mentre le parole scorrono come un fiume in piena sembra di essere proiettati nella vita dei protagonisti, di provare la loro felicità e al tempo stesso la loro pena. A fare da sfondo una guerra sanguinosa e violenta che lascia dietro di sè un’eterna voragine di dolore e nostalgia.

Nonostante abbia vissuto in Prima persona le vicende del romanzo, il regista non è stato capace di coglierne la vera essenza. Non è altro che un insieme di scene intrecciate da una trama quasi assente. L’amore tra Diego e Gemma sembra appena accennato, mentre nel romanzo riveste un ruolo quasi cruciale, il tema della guerra sembra perdere il suo valore, la sua importanza. Tutto viene incentrato sul tema della maternità, tanto agognata da Gemma, interpretata da Penelope Cruz.

(Maria Luisa Porrovecchio)


Senza il contributo maschile di Sergio Castellitto, non sarei riuscita a cogliere, nell’esemplificazione del mezzo video, un messaggio così articolato e orgogliosamente femminile.

La storia è spogliata di ogni dettaglio dentro il quale la protagonista trovava il senso profondo di ogni gesto ed offre una panoramica nuda e cruda dei personaggi e dei luoghi.

Ultimo elogio agli impulsi di eros e thanatos, la trama tesse, senza troppi elogi, la vicenda  di donne forti come rocce che si stagliano sul mare, un mare fatto di violenza, dolore, repressione che nonostante tutto non può distruggerle.

Sono vite che lottano contro ogni tipo di destino che tenta di inquadrarle e imporgli un determinato assetto, contro l’orrore del conformismo e non per ultimo contro la rassegnazione.

Venuto al mondo ci insegna come gioie e dolori in una vita sono la faccia della stessa medaglia e che anche il frutto di una pianta avvelenata “sa di buono”.

(Irene Tusa)

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